11 marzo 2020: Nono anniversario del Great East Japan Earthquake

nono anniversario del great east japan earthquake
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Per il nono anno si celebra il ricordo di quanto accaduto l’11 marzo 2011 in Giappone: un sisma di magnitudo 9.0 ha colpito in particolare la regione del Tohoku, una scossa violentissima e lunghissima.
Poco dopo dal mare è sopraggiunto uno tsunami che ha distrutto le aree costiere della regione, provocando danni immani e decine di migliaia di vittime. Tra le conseguenze dello tsunami ci furono anche i danni ad uno dei reattori della centrale nucleare di Fukushima, con fuga di particelle radioattive e conseguente evacuazione dell’intera zona e danni a vegetazione, animali e persone che arrivano sino ad oggi, così come la necessità di ricostruire, ripopolare interi paesi e ritornare alla condizione precedente tale disastro.

E’ il terzo anno che ricordo questo anniversario sul mio blog e ogni volta mi tornano in mente quelle giornate.


Io amo il Giappone, sin da ragazzina, e questo mio amore è andato aumentando nel corso degli anni, affiancato dall’interesse per la cultura e la lingua giapponese e per tutto ciò che riguarda questo meraviglioso Paese. Da quando, poi, Yuzuru Hanyu è entrato prepotentemente nella mia vita, la mia passione non poteva che accrescersi ulteriormente.

Questa tragedia mi colpì profondamente in quei giorni, vissi con angoscia le notizie che giungevano dal Giappone attraverso la TV e oggi, sapendo che tra quelle persone direttamente coinvolte c’era anche Yuzuru, la mia partecipazione emotiva è ancora maggiore.

Questo è un video tratto dal canale di informazione della TV satellitare e riassume i fatti salienti di quei giorni.

Sia chiaro, il rispetto e la vicinanza ci sarebbero stati con la popolazione di qualsiasi paese, ma sentivo istintivamente che lì, in Giappone, c’era un pezzetto del mio cuore.

Questo un video che mostra la terribile e lunghissima  scossa e poi l’arrivo dello tsunami ad inondare tutto, ripreso dall’aeroporto di Sendai.


Per Yuzuru questa è una data importante, una ferita nella sua vita che probabilmente mai si potrà rimarginare.
Quando ci fu la scossa più forte, intorno alle 14.00, lui si trovava sul ghiaccio, all’Ice Rink Sendai, e si stava allenando.
Il ghiaccio si è sgretolato e formava come onde, tutto si muoveva in modo orribile e non si riusciva a restare in piedi.
Terrorizzato, con gli altri, riuscì, gattonando, ad uscire dalla pista e, lasciando sul posto borsa, zaino, giacche e tutto il resto, corse fuori dall’edificio con ancora i pattini ai piedi. Fuori scendeva una neve fine ed era molto freddo, considerando anche che lui e gli altri avevano la maglietta dell’allenamento. Finita la scossa, qualcuno tornò dentro e portò fuori le loro borse. Il suo primo pensiero fu correre a casa per assicurarsi che la madre e la sorella stessero bene.
Seguirono giorni difficili. Il padre era fuori città per lavoro e non poterono riunirsi almeno per un po’, poi tutti insieme passarono quattro giorni in un centro per rifugiati, in una palestra, accampati per terra e con pochissimo da mangiare. Bisognava fare lunghe code per andare in bagno e per ricevere le proprie razioni di acqua e qualche misero onigiri, cui spesso i genitori rinunciavano per lasciarli mangiare a lui.

All’epoca Yuzuru aveva solo 16 anni e, tra i tanti, può anche essere considerato fortunato, perché dopo qualche giorno tornò nella sua casa e perché ebbe sempre la sua famiglia, salva, accanto. Certamente però fu un’esperienza traumatica, le continue e forti scosse di assestamento, vedere la distruzione attorno a sé, la città buia, i disagi tremendi, il terrore e la disperazione. Vedere la sua amata città e il suo Paese così tragicamente colpiti dev’essere stato terribile per lui, tanto che pensò anche seriamente di abbandonare il pattinaggio e restare vicino ai suoi concittadini e aiutare come possibile.
Poi vennero organizzati show a fini benefici e lui vi partecipò, ritornando pian piano a quella che era la sua vita e quelli che erano i suoi sogni, e comprese che anche con il pattinaggio lui poteva aiutare, portando non solo aiuto economico, ma anche morale alla gente, poteva rendere felici e orgogliosi i suoi concittadini e compatrioti, e mise l’anima in ciò che faceva, iniziando a mietere successi dal marzo 2012 con il bronzo ai Mondiali di Nizza.

Sono convinta che questa triste esperienza lo abbia profondamente cambiato e fatto maturare, lo Yuzuru che conosciamo e amiamo è stato formato anche da quel giorno, la sua arte, la sua determinazione, il suo carattere, almeno in parte sono dovuti anche a quello. Senza 3.11 forse non ci sarebbe oggi lo stesso Yuzuru, che si porta dentro la sua ferita e carico del suo fardello.

Yuzu nel corso degli anni ha presentato vari programmi, ispirati in qualche modo all’esperienza del 3.11, a partire da Etude, programma corto della stagione 2011-2012, a svariati programmi d’esibizione, come Hana wa Saku, Hana ni nare, Requiem of Heaven & Earth. In tutti Yuzuru ha messo i suoi sentimenti e le sue emozioni relative a quel giorno e alle sue conseguenze che ancora oggi pesano sui sopravvissuti.

Anche quest’anno vi ripropongo questo documentario sottotitolato in inglese, forse per noi fanyus uno dei più toccanti.
E’ del marzo 2016 e Yuzuru, con evidente sofferenza e commozione, ripercorre i ricordi di quei terribili giorni e ci fa rivivere quanto accaduto attraverso il suo punto di vista. 

Vi consiglio, se siete interessati, a leggere anche i post del 2018 e 2019 dedicati a questo anniversario. Parte del testo in essi contenuto l’ho copiato in questo, ma potrete trovare altri video interessanti.


Quest’anno voglio aggiungere alcuni messaggi di altri fans, dedicati alla popolazione delle zone colpite da quella tragedia.
Non sono numerosi per colpa mia, perché solo ieri ho pensato di raccoglierli e ovviamente non ho dato il tempo necessario.
Pochi ma sentiti dal cuore.

Da Claudia Angeli:

Qualunque fosse il vostro nome,
eravate vita.
Una vita è straordinaria sempre.
Brindo ai giorni che avete vissuto,
muoio per ogni secondo che vi è stato sottratto

                                                        Valoski

Da molto lontano ma vicino nel cuore, da chi ha vissuto lo stesso dramma


Da Claudio di Marino:

La maledizione dello tsunami non va via, l’incubo aleggia continuamente , oggi come nove anni fa . Il mio pensiero va a tutte le vittime e ai sopravissuti segnati nella memoria da questa tragedia , augurandogli pace e tranquillità d’animo ❤️ 🌹


Da Alberto Cimitan:

E’ difficile trovare parole per qualcosa che mi ha lasciato senza parole già allora, in effetti non volevo crederci che stesse succedendo una cosa del genere in Giappone con tutte le conseguenze che ha avuto. A oggi la ricostruzione è ancora in corso e tra le olimpiadi e il virus le cose non sono affatto semplici. Mi viene solo da dire Ganbare Tōhoku (がんばれ東北) il mio cuore è con voi!


Chiudo il post con un appello importante.
Ve lo riporto dalla pagina Facebook di EleC’s World (mettere Mi Piace per restare sempre aggiornati sulle novità del blog!):


Un abbraccio e a presto su queste pagine!



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Autore: EleChicca

Italian. I like Japan, cats, fashion dolls, anime&manga, figure skating and a lot of other things, but, above all, I LOVE Yuzuru Hanyu! 🥇💖

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