11 marzo: Anniversario del Great East Japan Earthquake del 2011. Ricordi personali e Yuzuru Hanyu

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Oggi, 11 marzo, si celebra in Giappone, ma non solo, il triste anniversario della tragedia che l’11 marzo del 2011 colpì la regione del Tohoku, specialmente le prefetture di Fukushima, Iwate e Miyagi. Un fortissimo sisma di magnitudo 9.0 cui seguì uno tsunami che portò morte e distruzione nelle aree costiere. Lo tsunami causò anche gravi danni alla centrale nucleare di Fukushima, aggravando ulteriormente la già drammatica situazione.

Un disastro naturale che colpì in modo terribile il Giappone,  commosse il mondo intero e ancora oggi è una ferita aperta, non solo per i ricordi e le perdite, ma anche perché la ricostruzione è ancora in corso e si lotta per ritornare alla vita e risorgere dalle macerie.

Mi sembra doveroso dedicare il post di oggi a questa ricorrenza, esprimendo la mia vicinanza e solidarietà al popolo giapponese ed in particolare alle popolazioni direttamente colpite dal disastro.
Io amo il Giappone, sin da ragazzina, e questo mio amore è andato aumentando nel corso degli anni, affiancato dall’interesse per la cultura e la lingua giapponesi e per tutto ciò che riguarda questo meraviglioso Paese. Da quando, poi, Yuzuru Hanyu è entrato prepotentemente nella mia vita, questa mia passione non poteva che accrescersi ulteriormente.

Questa tragedia mi colpì profondamente in quei giorni, vissi con angoscia le notizie che giungevano dal Giappone attraverso la TV e oggi, sapendo che tra quelle persone direttamente coinvolte c’era anche Yuzuru, la mia partecipazione emotiva è ancora maggiore.

All’alba italiana dell’11 marzo, intorno alle 14 ora giapponese, una fortissima scossa di magnitudo 9.0 con epicentro in mare colpì il Giappone. Fu avvertita in buona parte del Paese e fu fortissima in vaste zone, ma le aree maggiormente colpite furono, come già detto, le prefetture di Iwate, Fukushima e Miyagi, proprio perché queste furono poi colpite, sulla costa, da uno tsunami distruttivo, che lasciò dietro di sé migliaia e migliaia di vittime e solo macerie.

Per ricordare, ecco alcune registrazioni fatte da me all’epoca, da canali italiani:

Potete trovare gli altri miei video QUI.

Ricordo che seguii con angoscia, guardando quelle terribili immagini, le notizie, i notiziari, gli approfondimenti, i talk show, seguii anche il canale NHK World TV che aggiornava di continuo le informazioni.
Provavo una sofferenza quasi fisica nel vedere la distruzione e la gente disperata.

Sia chiaro, il rispetto e la vicinanza ci sarebbero stati con la popolazione di qualsiasi paese, ma sentivo istintivamente che lì, in Giappone, c’era un pezzetto del mio cuore.

Ho provato un’infinita ammirazione e profondo rispetto per le persone che coraggiosamente e diligentemente hanno vissuto quei momenti. Si vedevano in TV e sul web video che mostravano come gli impiegati degli uffici fossero rimasti ai loro posti proteggendo i propri tavoli di lavoro, o come le commesse dei supermercati tentassero di non lasciar cadere la merce dagli scaffali. Ognuno metteva il proprio dovere e il rispetto delle regole davanti alla propria salvezza e alla paura. Un ordine ed una organizzazione che qui nel nostro Paese ci saremmo sognati. E dopo… una sofferenza silenziosa, discreta, non ostentata ma profonda. Vedevo persone rimaste senza niente, con la propria casa letteralmente spazzata via dall’acqua, cercare tra le macerie qualche foto o qualche oggetto caro.

La mia ammirazione era, ed è, anche per la preparazione a tali eventi. Ci sono stati danni immensi e migliaia di vittime, ma se quel disastro fosse accaduto qui, non sarebbe rimasto integro nemmeno un mattone! Le costruzioni sono fatte nel modo migliore, le istruzioni di comportamento in caso di terremoto o tsunami sono chiare, provate e seguite alla lettera. Qui sono certa che ognuno avrebbe pensato a mettere in salvo sé stesso, magari in modo caotico e pericoloso e si sarebbe creata la confusione più totale. Se tutto ciò fosse successo da noi sarebbe stata una catastrofe  ancora maggiore e questo ci deve solo far inchinare ad un Paese e ad un popolo che ha imparato come convivere con i rischi cui è esposto per natura e a fiorire nonostante tutto.

Per celebrare questo triste anniversario sono in corso diverse iniziative benefiche:

  • In questo giorno possiamo dare il nostro piccolo personale contributo, andando a questa pagina, digitando    3.11  nello spazio apposito e cliccando sul pulsante della ricerca.

Yahoo Japan, come ogni anno, ha promosso questa iniziativa per sostenere economicamente la ripresa e anche per promuovere la sensibilizzazione e l’informazione sul tema, affinché non si dimentichi quanto accaduto sette anni fa. Per questo motivo, per ogni ricerca di “3.11” effettuata per singolo browser tra le ore 0.00 e le 23.59 (ora giapponese), Yahoo Japan devolverà 10 yen per la ricostruzione.

Quando avrete avviato la ricerca, vi si caricherà una pagina con un cuore e, accanto, una scritta in cui verrete ringraziati per la vostra ricerca e informati della donazione di 10 yen.

Lo so, sembrano pochi, ma se lo facciamo tutti possiamo davvero fare qualcosa per aiutare quelle popolazioni che ancora sono nel disagio e stanno cercando di ricostruirsi una vita.

  • Altra iniziativa di  Web Bellmark, non ristretta solo alla giornata di oggi.

Andate a questa pagina.  Sotto l’immagine principale, a destra, vedrete un pulsante rosa con una manina che clicca. Per ogni clic – al giorno – verrà donato 1 yen per la ricostruzione. Potete farlo una volta al giorno. Anche in questo caso… non ci costa niente, è solo un clic. Ricordiamoci di fare questo piccolo gesto e tutti insieme potremo fare qualcosa di concreto!

  • Sono stati messi in asta da personaggi noti svariati oggetti personali e autografati.

Yuzuru ha donato alla causa un paio di pattini, per la precisione un paio di scarponcini Edea Fly, da lui usati per gli allenamenti e firmati. L’asta si chiuderà domani, 11 marzo.

Su questa pagina potete seguire l’andamento dell’asta.


Per Yuzuru questa è una data importante, una ferita nella sua vita che probabilmente mai si potrà rimarginare.
Quando ci fu la scossa più forte, intorno alle 14.00, lui si trovava sul ghiaccio, all’Ice Rink Sendai, e si stava allenando.
Il ghiaccio si è sgretolato e formava come onde, tutto si muoveva in modo orribile e non si riusciva a restare in piedi.
Terrorizzato, con gli altri, riuscì, gattonando, ad uscire dalla pista e, lasciando sul posto borsa, zaino, giacche e tutto il resto, corse fuori dall’edificio con ancora i pattini ai piedi. Fuori scendeva una neve fine ed era molto freddo, considerando anche che lui e gli altri avevano la maglietta dell’allenamento. Finita la scossa, qualcuno tornò dentro e portò fuori le loro borse. Il suo primo pensiero fu correre a casa per assicurarsi che la madre e la sorella stessero bene.
Seguirono giorni difficili. Il padre era fuori città per lavoro e non poterono riunirsi almeno per un po’, poi tutti insieme passarono quattro giorni in un centro per rifugiati, in una palestra, accampati per terra e con pochissimo da mangiare. Bisognava fare lunghe code per andare in bagno e per ricevere le proprie razioni di acqua e qualche misero onigiri, cui spesso i genitori rinunciavano per lasciarli mangiare a lui.

All’epoca Yuzuru aveva solo 16 anni e, tra i tanti, può anche essere considerato fortunato, perché dopo qualche giorno tornò nella sua casa e perché ebbe sempre la sua famiglia, salva, accanto. Certamente però fu un’esperienza traumatica, le continue e forti scosse di assestamento, vedere la distruzione attorno a sé, la città buia, i disagi tremendi, il terrore e la disperazione. Vedere la sua amata città e il suo Paese così tragicamente colpiti dev’essere stato terribile per lui, tanto che pensò anche seriamente di abbandonare il pattinaggio e restare vicino ai suoi concittadini e aiutare come possibile.
Poi vennero organizzati show a fini benefici e lui vi partecipò, ritornando pian piano a quella che era la sua vita e quelli che erano i suoi sogni, e comprese che anche con il pattinaggio lui poteva aiutare, portando non solo aiuto economico, ma anche morale alla gente, poteva rendere felici e orgogliosi i suoi concittadini e compatrioti, e mise l’anima in ciò che faceva, iniziando a mietere successi dal marzo 2012 con il bronzo ai Mondiali di Nizza.

Sono convinta che questa triste esperienza lo abbia profondamente cambiato e fatto maturare, lo Yuzuru che conosciamo e amiamo è stato formato anche da quel giorno, la sua arte, la sua determinazione, il suo carattere, almeno in parte sono dovuti anche a quello. Senza 3.11 forse non ci sarebbe oggi lo stesso Yuzuru, che si porta dentro la sua ferita e carico del suo fardello.

Yuzuru nel corso degli anni ha presentato vari programmi, ispirati in qualche modo all’esperienza del 3.11, a partire da Etude, programma corto della stagione 2011-2012, a svariati programmi d’esibizione, come Hana wa Saku, Hana ni nare, Requiem of Heaven & Earth. In tutti Yuzuru ha messo i suoi sentimenti e le sue emozioni relative a quel giorno e alle sue conseguenze che ancora oggi pesano sui sopravvissuti.

Alcuni video consigliati che riguardano Yuzuru, il ricordo del 3.11 e le sue attività a sostegno della ricostruzione e a supporto della popolazione.

  • La sua partecipazione alla trasmissione 24H TV è stata per tre anni incentrata sul tema del terremoto e sulla sua volontà di portare coraggio e motivazione alle popolazioni colpite, non solo della sua regione, ma a tutti coloro che vivono una tragedia simile.

In questo post potrete ripercorrere le sue partecipazioni a 24H TV 2014, 2015 e 2016. Sono video molto interessanti e vi consiglio di guardarli.

  • Gennaio 2016. Yuzuru ha partecipato ad uno show a scopo benefico, Prayer on Ice, e, prima, ha visitato alcune zone colpite dallo tsunami e due scuole di quell’area. Trovate tutti i dettagli in questo post di Yuzusorbet, nonché il seguente video sottotitolato in inglese.

  • Infine, forse il contributo più toccante per tutti noi, questo documentario del  marzo 2016, nel quale Yuzuru, con evidente sofferenza e commozione, ripercorre i ricordi di quei terribili giorni e ci fa rivivere quanto accaduto attraverso il suo punto di vista. E’ davvero molto commovente vederlo così.

Eccolo, con i sottotitoli in inglese:

 


In questo giorno così significativo, dedichiamo un pensiero a quanto accaduto ormai sette anni fa, a tutte le persone coinvolte, a coloro che hanno sofferto e stanno ancora lottando per ricostruirsi una vita, a chi ha perso i propri cari ed alle persone che hanno perso la vita.

Con sincero affetto, 

Elena

 



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