11 marzo 2019: ottavo anniversario del Great East Japan Earthquake

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11 MARZO 2011:

11 marzo 2011. Fa freddo e scende una neve fine e gelata, che si scioglie subito a contatto con il suolo. Un clima certo poco primaverile.
Ore 14.46. La terra trema. Una scossa violentissima scuote la regione del Tohoku ed è percepita in gran parte del Giappone.


Si diffonde il panico. Tale intensità in un evento sismico non era mai stata registrata in Giappone (e a livello mondiale, in zone abitate, solo tre scosse sono state superiori a questa): ben 9.0 di magnitudo! 
L’epicentro si trova in mare, al largo delle coste della prefettura di Miyagi e ad una profondità di 30 km.
La scossa dura oltre 6 minuti, un tempo infinito,  ed è seguita nelle ore successive da tante altre scosse, tra cui almeno 40 di magnitudo superiore a 5.0.
Un incubo, nonostante il Giappone e i Giapponesi siano abituati a convivere con questo tipo di eventi e sappiano come reagire e come limitare al massimo i danni. Ma non è finita qui.
A seguito della forte scossa si genera uno tsunami con onde alte oltre 10 metri, che poco dopo si abbatte sulle aree costiere delle prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima, causando devastazione, danni enormi e un gran numero di vittime. Tra questi danni si contano quelli alla centrale nucleare di Fukushima, con conseguente rilascio di radiazioni.
Sembra l’apocalisse. Incendi ed esplosioni, interruzione dell’erogazione di acqua, luce e gas, paura e disperazione.

Questa la cronaca di quelle ore, di quei giorni, questo quanto anche noi abbiamo visto e seguito con apprensione da ogni parte del mondo.
Io amo il Giappone sin da bambina, grazie agli anime e ai manga, un amore e un interesse cresciuto nel corso degli anni ed esploso quando Yuzuru è entrato nella mia vita. All’epoca conoscevo già Yuzuru, avevo già seguito le sue prime gare di Grand Prix e i 4 Continenti, mi piaceva molto, ma non sapevo niente di lui e non ero ancora stata “stregata” dalla sua magia. Vissi con apprensione quelle terribili ore nelle quali anche la televisione italiana trasmetteva continuamente aggiornamenti e filmati dal Giappone. Oggi ne sono ancora più coinvolta, perché penso che tra quelle persone c’era anche uno spaventato e giovanissimo Yuzuru Hanyu che viveva un’esperienza traumatica insieme alla sua famiglia e a tanti altri, molti dei quali ancora più sfortunati di lui.


L’IMPORTANZA DEL RICORDO:

Oggi non potevo non dedicare un post all’ottavo anniversario di quello che è stato chiamato il “Great East Japan Earthquake”, che ha lasciato una profonda cicatrice in tutti coloro che lo hanno vissuto direttamente, in quelli che vivono nelle aree colpite e in tutti noi che amiamo quel Paese e i suoi abitanti.

E’ giusto ricordare ogni anno questa tragedia (e non solo questa, ovviamente!), sia per il valore emotivo che essa ha in sé, sia perché  deve servire come insegnamento ed esperienza per migliorare la sicurezza in futuro, sia, infine e soprattutto, perché gli strascichi di tale tragedia sono presenti ancora oggi, la costruzione è ancora lontana dall’essere terminata, la rivalutazione e ripresa di quelle aree è ancora in corso e servono ancora tanti sforzi, tanto impegno e tanti soldi, per dare a quelle zone e ai suoi abitanti la possibilità di riprendere completamente in mano la propria vita. Un pensiero doveroso, inoltre, deve andare a tutte le vittime e alle loro famiglie.

QUI ho raccolto alcune registrazioni dalla televisione italiana fatte da me all’epoca.

Vi propongo anche un video di Davide.
(Davide è un ragazzo che vive e studia a Sendai e pubblica sempre tanti video super interessanti su Sendai e sul Giappone.
Seguite il suo canale: Vivi Giappone – video sul Giappone dal Giappone! )
Dicevo, vi propongo un suo video in cui ci mostra una scuola di Sendai e come lì si sia vissuta l’esperienza dello tsunami. Bel video per ricordare.


IO E IL GIAPPONE:

Ho una profonda ammirazione per il popolo Giapponese, per tanti motivi: per la sua profondità di pensiero, sensibilità verso i sentimenti, la natura, la poesia, la bellezza, per la sua raffinatezza e, anche, la sua civiltà, la sua dignità e il suo contegno.
E’ tipico dei Giapponesi, almeno in linea generale, mantenere le proprie emozioni e i sentimenti riservati, senza ostentarli con gesti o atteggiamenti diretti o plateali (come invece spesso facciamo noi italiani, molto più espansivi in quanto a emozioni), ma questo non significa che non provino sentimenti! 
Altra cosa, il rispetto totale – o quasi – delle regole, il che significa rispettare le file, i tempi di attesa, i divieti e tenere quei comportamenti che esprimono il rispetto verso gli altri e verso la società e i luoghi comuni (come stazioni, aeroporti, bagni pubblici, locali ecc).
Ecco, per questi due ultimi punti forse io sono più giapponese che italiana!  
In occasione del terremoto/tsunami del 2011 si ebbe un’ulteriore conferma di queste loro qualità, e seguendo la televisione ebbi modo di ammirare queste persone e pensai che in Italia si sarebbe probabilmente creato il panico e ognuno avrebbe fatto a modo suo causando ancora più confusione e danni.

Ho pensato più volte che, in fondo, Italia e Giappone sono simili per molti aspetti, magari anche cose banali. Esempio?
La lingua ha suoni simili. Certo, non uguali, ma simili, per quel poco che ho potuto imparare… non è difficile per un italiano pronunciare correttamente il Giapponese, né per un giapponese pronunciare l’Italiano, salvo poche eccezioni. I due paesi hanno una forma stretta e allungata, in mezzo al mare (ovviamente il Giappone è costituito interamente da isole, mentre l’Italia è una penisola e due isole principali).
La latitudine e il clima non sono molto diversi, anzi, sono piuttosto simili, anche qui a livello generale, e il clima varia dal nord al sud del Paese, passando dalle aree più fredde a nord a quelle più calde a sud.
La presenza di vulcani e il rischio di terremoti. Ovviamente in Giappone il rischio e l’intensità dei terremoti è ancora più alto rispetto all’Italia, ma sono entrambi paesi ad alto rischio sismico e con vulcani attivi.
Sono arrivata a pensare che i paesi più belli del mondo siano anche quelli con un equilibrio più delicato ed esposti a rischi. Ma forse sono di parte a considerare anche l’Italia uno dei paesi più belli al mondo?

Insomma, io considero nella mia mente il Giappone e l’Italia come Stati Fratelli, gemellati e vicini, forse perché lo sono nei miei pensieri, ma quello che mi auguro è vedere sempre maggior interazione tra Italiani e Giapponesi.


INIZIATIVE PER L’ANNIVERSARIO:

Temo di aver un po’ divagato. Torniamo al Great East Japan Earthquake e al ricordo di 8 anni fa.

In Giappone, come ogni anno, si sono organizzate svariate iniziative non solo per ricordare quella tragedia, ma anche per raccogliere fondi a sostegno della ricostruzione e in aiuto delle aree colpite dal disastro.
Alcune di queste iniziative le ho presentate già in QUESTO post.
Vorrei soffermarmi su una in particolare, alla quale possiamo contribuire tutti.

Anche quest’anno Yahoo Japan, il motore di ricerca più diffuso in Giappone, devolverà 10 yen alla ricostruzione per ogni volta che saranno ricercate le parole “3.11” (una volta per singolo browser) tra le 0.00 e le 23.59 dell’11 marzo, ora giapponese.
Possiamo contribuire tutti,
inserendo nella pagina del motore di ricerca Yahoo Japan esattamente questa dicitura:    3.11

Diffondete e coinvolgete più persone possibile: anche un contributo minimo può diventare importante se siamo in tanti! Grazie.


YUZURU HANYU E IL 3.11:

Ogni tragedia, come dicevo, va ricordata, in rispetto alle vittime e ai sopravvissuti, il Giappone è nel mio cuore e dunque sento questo evento particolarmente vicino a me, ma, oltre a tutto questo, io sono una Fanyu e quindi non posso parlare di quel giorno senza parlare di Yuzuru!

ll Great East Japan Earthquake, il cosiddetto e ormai noto “3.11”, ha segnato in modo profondo e indelebile la vita di Yuzuru, molto probabilmente influenzando in parte (in buona parte, credo) la sua crescita e la sua maturazione come persona e come atleta, nel carattere e nell’atteggiamento verso la vita e verso le avversità.

Quando ci fu la scossa principale, alle 14.46, lui si trovava sul ghiaccio, all’Ice Rink Sendai, e si stava allenando.
Il ghiaccio si è sgretolato e formava come onde, tutto si muoveva in modo orribile e non si riusciva a restare in piedi.
Terrorizzato, con gli altri, riuscì, gattonando, ad uscire dalla pista e, lasciando sul posto borsa, zaino, giacche e tutto il resto, corse fuori dall’edificio con ancora i pattini ai piedi. Fuori scendeva una neve fine ed era molto freddo, considerando anche che lui e gli altri avevano solo la maglietta dell’allenamento. Finita la scossa, qualcuno tornò dentro e portò fuori le loro borse. Il suo primo pensiero fu correre a casa per assicurarsi che la madre e la sorella stessero bene.
Seguirono giorni difficili. Il padre era fuori città per lavoro e non poterono riunirsi almeno per un po’, poi tutti insieme passarono quattro giorni in un centro per rifugiati, in una palestra, accampati per terra e con pochissimo da mangiare. Bisognava fare lunghe code per andare in bagno e per ricevere le proprie razioni di acqua e qualche misero onigiri, cui spesso i genitori rinunciavano per lasciarli mangiare a lui.

All’epoca Yuzuru aveva solo 16 anni e, tra i tanti, può anche essere considerato fortunato, perché dopo qualche giorno tornò nella sua casa e perché ebbe sempre la sua famiglia, salva, accanto. Certamente però fu un’esperienza traumatica, le continue e forti scosse di assestamento, vedere la distruzione attorno a sé, la città buia, i disagi tremendi, il terrore e la disperazione. Vedere la sua amata città e il suo Paese così tragicamente colpiti dev’essere stato terribile per lui, tanto che pensò anche seriamente di abbandonare il pattinaggio per restare vicino ai suoi concittadini e aiutare come possibile.
Poi vennero organizzati show a fini benefici e lui vi partecipò, ritornando pian piano a quella che era la sua vita e quelli che erano i suoi sogni, e comprese che anche con il pattinaggio lui poteva aiutare, portando non solo aiuto economico, ma anche morale alla gente, poteva rendere felici e orgogliosi i suoi concittadini e compatrioti, trasmettere loro forza e speranza, e mise l’anima in ciò che faceva, iniziando a mietere successi.

Questo il video della conferenza stampa seguita alla sua prima vittoria olimpica, a Sochi 2014. Aveva appena vinto l’oro olimpico, ma pensava a come potesse aiutare il suo Paese e la sua gente a sollevarsi e il sentirsi inutile lo faceva soffrire.

Un anno dopo il terremoto, Yuzuru si mostrò al mondo in tutto il suo splendore, ottenendo un inaspettato ed entusiasmante bronzo al suo debutto Mondiale, a Nizza 2012.
Ecco di seguito il video con la sua dichiarazione immediatamente successiva al programma libero. Anche in quel momento pensava a quella catastrofe e al suo Paese.
Disse: “Pattinavo pensando di fare qualcosa per i terremotati, o di poter dare loro un po’ di forza tramite la mia performance, ma dopo lo SP di questi Mondiali ho parlato molto con mia madre, e alla fine ho capito che non era cosi. Era il contrario. Eravamo noi ad essere supportati da loro e non siamo noi a dare loro il coraggio, ma lo riceviamo. Dopo aver capito questo e accettando questo, ho potuto interpretare fino alla fine (nel FS)”
(Grazie a Nymphea per avermi fornito il video e per la traduzione in italiano!)

Yuzuru nel corso degli anni ha presentato vari programmi, ispirati in qualche modo all’esperienza del 3.11, a partire da Etude, programma corto della stagione 2011-2012, a svariati programmi d’esibizione, come Hana wa Saku, Hana ni nare, Requiem of Heaven & Earth. In tutti Yuzuru ha messo i suoi sentimenti e le sue emozioni relative a quel giorno e alle sue conseguenze che ancora oggi pesano sui sopravvissuti.

Infine, prima di salutarvi, vi lascio il contributo forse più toccante per tutti noi, questo documentario del  marzo 2016, nel quale Yuzuru, con evidente sofferenza e commozione, ripercorre i ricordi di quei terribili giorni e ci fa rivivere quanto accaduto attraverso il suo punto di vista. E’ davvero molto commovente vederlo così.

Eccolo, con i sottotitoli in inglese: “Memories of That Day”.


In questo giorno così significativo, dedichiamo un pensiero a quanto accaduto ormai otto anni fa, a tutte le persone coinvolte, a coloro che hanno sofferto e stanno ancora lottando per ricostruirsi una vita, a chi ha perso i propri cari ed alle persone che hanno perso la vita.
E un abbraccio speciale a Yuzurino!!!

Con sincero affetto,

Elena



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Autore: EleChicca

Italian. I like Japan, cats, fashion dolls, anime&manga, figure skating and a lot of other things, but, above all, I LOVE Yuzuru Hanyu! 🥇💖

4 pensieri riguardo “11 marzo 2019: ottavo anniversario del Great East Japan Earthquake”

  1. Cara Elena chi attraversa in prima persona queste tragedie non è mai più lo stesso di prima. Il nostro ragazzo è così sensibile che sicuramente ha una ferita in fondo al suo cuore, ma è stato capace di incoraggiare i suoi concittadini e trovare una motivazione per la sua attività sportiva che gli ha dato uno slancio io credo più unico che raro. I video che hai trovato sono molto belli e toccanti. Nella giornata di domani Yuzuru sarà ancora una volta unito a tutti i suoi fans in giro per il mondo nel ricordo di quel dramma.

  2. Non posso che trovarmi d’accordo con voi:Yuzuru ha dimostrato ancora una volta grande forza interiore e sensibilità spronando se stesso e gli altri a tirare fuori il meglio di sè..

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