Inizia l’Era Hanyu

Inizia l'Era Hanyu


In queste ore stanno uscendo sui social e sul Web innumerevoli post e articoli volti a ringraziare, salutare, omaggiare Yuzuru Hanyu o congratularsi con lui in occasione del suo ritiro dalle competizioni, o come ha voluto specificare lui stesso, a passare ad un pattinaggio professionistico non inteso come limitato alle esibizioni e quindi semplificato, ma al contrario, affrontato con lo stesso approccio dell’agonista ma con una più ampia libertà sia a livello tecnico sia, soprattutto, sul piano artistico, espressivo e sperimentale.

Cercherò per quanto possibile di raccogliere tali messaggi, ma oggi vorrei in particolare proporvi quanto scritto dalla nostra ormai fidatissima Alessandra Montrucchio.
Alessandra lo ha scritto sullo “Yuzuru Hanyu – Italian FB Fan Group“, ma è giusto che lo possano leggere quante più persone possibile, perché racchiude i sentimenti di tutti noi.

Pubblicato da Alessandra Montrucchio il 19.07.2022

E così, quel giorno è arrivato. In una data apparentemente qualsiasi, Yuzuru ha annunciato il suo ritiro dalle competizioni. Quali parole abbia detto esattamente durante la conferenza stampa, lo sapremo presto; che cosa diventerà il pattinaggio di figura competitivo senza di lui, lo vedrà chi avrà ancora voglia di seguirlo. Nel frattempo, chi come noi lo ha seguito e amato fin qui sente, sa, che il 19 luglio 2022 è un giorno che non dimenticherà mai. Un giorno in cui ha… pianto? Tirato un sospiro di sollievo? Forse entrambe le cose.
Sappiamo tutt* che Yuzu ama competere. E sospettiamo che, in un mondo sportivo giusto ed equanime, forse avrebbe continuato a farlo. In un mondo sportivo giusto ed equanime, un atleta come lui avrebbe il sostegno spassionato della sua federazione, e gli sarebbe garantita l’imparzialità dell’Isu e dei giudici; in quel mondo, un atleta come lui potrebbe probabilmente contare nel suo palmares tre titoli olimpici, quattro mondiali, cinque finali di Grand Prix, forse addirittura due Grandi Slam. Oltretutto, senza le frustrazioni e pressioni che anche un uomo forte come lui ha dovuto subire nell’ultimo quadriennio olimpico, non è escluso che avrebbe pattinato ancora meglio, vinto ancora di più.
Purtroppo non siamo in quel mondo. Siamo invece in questo mondo, dove i regolamenti vengono disattesi dagli stessi che li hanno stilati, dove le federazioni ricche impongono il proprio volere e atleta favorito, dove i giochi di potere e la ricerca del profitto immediato prevalgono su sportività e lungimiranza; dove – e questo è fondamentale, crediamo, per capire la scelta di Yuzuru – si è da poco deciso che il pattinaggio di figura abbia nuove regole per andare in una direzione precisa: quella indicata dal successo di pattinatori come Chen, Zhou, Trusova, l’Uno degli ultimi anni. Una direzione che per un pattinatore del calibro di Yuzu e per un uomo coerente e tutto d’un pezzo come lui non si poteva seguire.
Yuzu non avrebbe mai, mai rinunciato a portare in pista quello che è il pattinaggio per lui (e per noi) pur di vincere; avrebbe potuto, come ha fatto negli ultimi quattro anni, continuare a gareggiare presentando programmi suoi, non compiacenti e senza compromessi: ma se questo non è stato apprezzato, anzi, è stato svilito quando le regole teoricamente avrebbero dovuto premiarlo, cosa sarebbe successo ora che le stesse regole non tengono conto di transizioni, interpretazione, qualità dei movimenti, correttezza nell’esecuzione degli elementi tecnici? No, grazie, ha detto Yuzu; e noi dobbiamo dirlo con lui: no, grazie, avete già tentato di umiliarlo abbastanza.
Certo, avremmo tutt* preferito che si ritirasse dopo aver riconquistato ciò che gli spetterebbe di diritto: un mondiale, una finale di GP. E certo, sarebbe stato bello vederlo alle prossime Olimpiadi. Continuare a gareggiare, però, non avrebbe significato questo: prima lo riconosciamo, e meglio è. Con le nuove regole e la cura con cui si stanno già ora costruendo i nuovi campioni (Malinin negli Stati Uniti, Kagiyama in Giappone…) Yuzu avrebbe senz’altro vinto ancora, è troppo bravo perché non gli siano riconosciuti meriti e podi; ma un oro a Autumn Classic o un argento/bronzo al GPF di Torino avrebbero cambiato qualcosa? Gli avrebbero risparmiato le scudisciate che gli sono state inferte da dopo Pyeongchang a oggi? Probabilmente no.
E quindi fai bene, Yuzu. Lasciali nel loro brodo. Lascia che si freghino con le loro mani, che preparino le loro grandi star, che le facciano esibire in palazzetti vuoti. Da oggi per te inizia una nuova strada: non tanto quella del professionismo, quanto una strada parallela a quella del pattinaggio competitivo, fatta non solo di spettacoli sold out, ma di un pattinaggio vero, capace di essere ciò che lo ha reso così speciale, ovvero un connubio unico al mondo di sport e arte. Già ti vediamo intessere un quadruplo Axel in un programma irto di transizioni e passi di danza. Già ti vediamo presentare elementi inediti (e inauditi) nella tua disciplina eppure a lei adattissimi e congeniali. Già ti vediamo continuare a cambiare per il meglio il tuo sport, mentre nell’altra strada, quella che oggi hai lasciato, Isu e federazioni nazionali si affannano a inseguire il successo che non meritano e che tu riscuoti.
Quindi oggi piangiamo, certo, perché è la fine di un’era. Ma dobbiamo anche sorridere, perché se c’è stato un pattinaggio competitivo avanti Hanyu e ce ne sarà uno (agonizzante, forse) post Hanyu, abbiamo la fortuna, la benedizione di vivere nel durante Hanyu, nel momento di una svolta epocale: ciò che verrà è tutto da vedere e da gustare.
Gambatte, Yuzu, ora e sempre: noi ti prendiamo per mano e, con un po’ di magone ma piena fiducia e immenso amore, veniamo con te.
Pic cr: NHK
Inizia l'Era Hanyu

Grazie ad Alessandra, che presto ci delizierà con un nuovo capitolo di Balletic Yuzu.

A tutti voi, mi raccomando, restate sintonizzati su queste pagine per i tanti aggiornamenti in arrivo.

Ciao ciao! 



Autore: EleChicca

Italian. I like Japan, cats, fashion dolls, anime&manga, figure skating and a lot of other things, but, above all, I LOVE Yuzuru Hanyu! ??

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