Pubblicato il: 7 Marzo 2022 alle 0:10

3.11 Then and Now Part4: Yuzuru Hanyu e il Great East Japan Earthquake

3.11 Then and Now yuzuru hanyu notte stellata

7 Marzo 2022
E’ passato un anno da quando pubblicai questo post e oggi, in attesa dell’anniversario del 3.11, lo ripropongo, così come gli altri 3 articoli della serie “3.11 Then and Now”.
I 10 anni sono ora diventati 11 e altri ne passeranno, ma il ricordo di quella tragedia e il sostegno a quel popolo non sono cambiati e non cambieranno.

Oggi è l’11 marzo 2021. 11 marzo. 3.11. Un numero ormai così tristemente familiare e che richiama alla mente immagini da apocalisse.
Sono passati esattamente 10 anni da quel giorno. Gli anziani di allora molto probabilmente non ci sono più, i ragazzi di allora adesso sono adulti, i bambini ora sono diventati giovani e nuovi bambini sono nel frattempo nati, i quali non hanno vissuto sulla loro pelle quella traumatica esperienza ma che, se nati in quelle aree del Giappone colpite dal disastro, sicuramente la respirano nell’aria e la percepiscono negli occhi dei genitori e degli adulti che li circondano.
3.11 Then and Now Part4: Yuzuru Hanyu e il Great East Japan Earthquake.

Quello di oggi è l’ultimo dei 4 post che quest’anno ho deciso di dedicare a questa data così importante.
Vi siete persi i primi tre? Niente paura:
3.11 Then and Now Part1: 10 anni dopo il disastro del Great East Japan Earthquake
3.11 Then and Now Part2: Il Great East Japan Earthquake negli anime
3.11 Then and Now Part3: Hana wa Saku. Flowers Will Bloom

Si torna a parlare del Great East Japan Earthquake, calamità che colpì il Giappone, per la precisione principalmente la regione del Tohoku, l’11 marzo 2011.
In questo ultimo post parliamo di colui che è stato il protagonista assoluto di queste pagine negli oltre tre anni di vita del blog: Yuzuru Hanyu, il quale visse in prima persona l’esperienza di uno dei terremoti più forti della storia e da molto vicino le conseguenze dello tsunami e dell’incidente nucleare di Fukushima, che ne ha subito il trauma sulla propria pelle ma che ancora oggi insegna al mondo come ogni circostanza può insegnare ad essere migliori ed è di ispirazione e fonte di speranza per innumerevoli persone, non soltanto in Giappone.


Prima di tutto è doveroso parlare delle svariate iniziative volte alla sensibilizzazione nei confronti delle aree colpite dalla tragedia e alla raccolta di fondi a sostegno della ricostruzione e del recupero di quelle zone devastate.

  • Dal 6 al 28 marzo una mostra denominata “Disaster & Future” – 10 years after the Great East Japan Earthquake – sarà aperta presso il National Museum of Emerging Science and Innovation di Tokyo.
    Tra le altre cose, saranno in esposizione anche i costumi indossati da Yuzuru Hanyu per SEIMEI e Hana wa Saku, l’esibizione creata appositamente per commemorare il 3.11.

QUI la pagina ufficiale.

3.11 Then and Now

3.11 Then and Now

  • E’ stata allestita una mostra dedicata interamente a Yuzuru Hanyu in occasione del decimo anniversario del grande terremoto e tsunami dell’11 marzo 2011:
    Insieme andiamo avanti“. Il disastro del 3/11. Quel giorno e ora.

3.11 Then and Now

La mostra è itinerante e farà tappa in varie città del Giappone per buona parte del 2021, trovandosi a Sendai tra il 26 febbraio e il 14 marzo, ossia anche nel giorno dell’anniversario.

Per saperne di più sulla mostra vi rimando a QUESTO post, mentre per maggiori informazioni relative al merchandising ad essa correlato potete fare un salto a QUESTO.
Il ricavato dalla vendita di questi articoli andrà a sostegno della ricostruzione.

3.11 Then and Now

  • Se volete fare una donazione per sostenere gli sforzi della ricostruzione in seguito al disastro del 3/11, potete farlo andando a QUESTA pagina.
    Con un click sul pulsante blu [クリック募金をする] potete donare ¥3 ogni giorno.

Grazie a @shinjistarxx , @axelsandwich e @amyuzu1012 per la traduzione.

Il sito ufficiale: https://www.ntv.co.jp/tomonimaee/

3.11 Then and Now

  • Questa iniziativa è valida soltanto nella giornata di oggi, da mezzanotte alle h 23.59 dell’11 marzo, orario giapponese (dalle h 16.00 del 10 marzo alle h 16.00 dell’11 marzo per noi in Italia).
    Nell’arco delle 24 ore potete fare una ricerca su http://yahoo.jp , inserendo la dicitura: 3.11  .
    Per ogni ricerca unica verranno donati 10¥ alle aree colpite dal terremoto e tsunami del Tohoku.  Passate parola!
    Utilizzando i vari dispositivi e browser che avete a disposizione potete donare anche più di una volta.
  • Altro modo per poter fare una donazione è tramite LINE.

Immagine

  • Torniamo a modi di aiutare che sono validi sempre, non solo in questo giorno.
    L’Ice Rink Sendai sta affrontando l’ennesimo periodo di difficoltà finanziarie, questa volta in conseguenza della pandemia, ma sin dal periodo post-terremoto Yuzu sta cercando in ogni modo di dare il proprio contributo, e noi vogliamo aiutarlo, no?
    Come sappiamo, Yuzuru è cresciuto su quella pista e vi è molto affezionato, così come alla sua città.
    Negli ultimi mesi, inoltre, è tornato ad allenarsi proprio lì, motivo in più per tentare di aiutare l’impianto ad uscire da questo momento difficile.

    A quanto pare (ma se ci saranno novità vi terrò informati) non vengono accettate donazioni. Come possiamo dare il nostro aiuto?
1- E’ disponibile, sin dal 2011, un ricco merchandising legato a Irene, la mascotte dell’Ice Rink Sendai. L’articolo più conosciuto sono sicuramente i guanti, che Yuzu indossa sempre negli allenamenti e che ormai molti altri pattinatori e appassionati in tutto il mondo mostrano con orgoglio.

Per acquistare questi gadget  è necessario l’utilizzo di un proxy. Il sito in cui potete trovarli è QUESTO.

3.11 Then and Now

2- Per chi usa la app LINE, è possibile acquistare il pacchetto di stickers di Irene. Il costo è 50 monete virtuali, corrispondenti a 0,99 €.
Lo trovate QUI.
3.11 Then and Now
  • Un’ultima cosa che possiamo fare è acquistare le due autobiografie di Yuzu (lui cede all’Ice Rink tutto il ricavato dalle proprie royalties e l’editore fa lo stesso con una parte degli incassi).
In QUESTO post trovate tutte le informazioni utili.

3.11 Then and Now aoi hono


Per l’occasione, oggi la televisione giapponese ha dedicato ampio spazio a servizi, approfondimenti, ricordi e testimonianze di quel giorno e dei 10 anni che lo hanno seguito, e più volte è stato citato anche Yuzuru Hanyu, la sua esperienza, il suo esempio, la forza con cui è riuscito a rialzarsi e dare speranza alle aree così duramente colpite.

Yuzuru ha scritto un messaggio di ben 1182 caratteri, con il quale ha espresso i suoi sentimenti e ha inviato a tutti un incoraggiamento a continuare a vivere nel miglior modo possibile ogni singolo istante della propria vita.

Yuzu ama parlare e ama anche scrivere, soprattutto quando un argomento lo appassiona, come il pattinaggio, o lo tocca profondamente come in questo caso.

Il suo lungo e sentito messaggio è stato pubblicato su gran parte dei quotidiani, sia nella loro versione cartacea che online e su molti portali di informazione del Giappone.

3.11 Then and Now

Corredato anche da un brevissimo commento trasmesso in TV.

YuzuNews dal 11 al 20 marzo 2021

 Grazie di cuore ad @Iron_Klaus per la traduzione.


Adesso torniamo indietro nel tempo e riprendiamo il discorso a partire da quell’11 marzo 2011, in un primo pomeriggio freddo e ancora invernale, con un nevischio fine e acquoso che si scioglieva appena giunto al suolo. Una breve parentesi invernale in una primavera già alle porte.

Per Yuzuru questa è una data importante, una ferita nella sua vita che probabilmente mai si potrà rimarginare.
Quando ci fu la scossa più forte, alle h 14.46, lui si trovava sul ghiaccio, all’Ice Rink Sendai, e si stava allenando.
(Per una cronaca di quanto accadde quel giorno vi rimando a QUESTO post)
Il ghiaccio si era sgretolato e formava come onde, tutto si muoveva in modo orribile e non si riusciva a restare in piedi.

Terrorizzato, insieme agli altri, riuscì, gattonando, ad uscire dalla pista e, lasciando sul posto borsa, zaino, giacche e tutto il resto, corse fuori dall’edificio con ancora i pattini ai piedi e senza i paralame, rovinando irrimediabilmente le lame. Fuori scendeva una neve fine ed era molto freddo, considerando anche che lui e gli altri avevano la maglietta dell’allenamento. Finita la scossa, qualcuno tornò dentro e portò fuori le loro borse.

3.11 Then and Now

Il suo primo pensiero fu correre a casa per assicurarsi che la madre e la sorella stessero bene.
La loro abitazione era rimasta danneggiata, seppur non fosse inagibile. Quasi tutta la città era però senza elettricità, acqua e gas, per cui si rese necessario per molti passare alcuni giorni nei centri di accoglienza.
Seguirono giorni difficili. Il padre era fuori città per lavoro e non poterono riunirsi almeno per un po’, poi tutti insieme passarono quattro giorni in un centro per rifugiati predisposto all’interno di una palestra scolastica, accampati per terra e con pochissimo da mangiare. 

3.11 Then and Now
Questa foto è stata scattata dallo stesso Yuzuru con il suo iPod Touch

Bisognava fare lunghe code per andare in bagno e per ricevere le proprie razioni di acqua e qualche misero onigiri, cui spesso i genitori rinunciavano per lasciarli mangiare a lui.

3.11 Then and Now

3.11 Then and Now

Lo spazio messo a disposizione di un nucleo familiare come quello di Yuzuru, composto da 4 persone, era approssimativamente di 2 tatami, corrispondenti a meno di 2x4m, e in quello spazio ristretto si passavano le ore, con borse, sacchi contenenti l’indispensabile e plaid per riscaldarsi.

3.11 Then and Now

Le immagini che ho utilizzato sono screenshots presi da un bellissimo e toccante documentario intitolato “Memories of that day”, andato in onda nel marzo 2016 in occasione del quinto anniversario.

Eccolo con i sottotitoli in Inglese, grazie a nonchan1023.

 

All’epoca Yuzuru aveva solo 16 anni e, tra i tanti, può essere considerato fortunato, perché dopo qualche giorno tornò nella sua casa e perché ebbe sempre la sua famiglia, salva, accanto. Certamente però fu un’esperienza traumatica, le continue e forti scosse di assestamento, vedere la distruzione attorno a sé, la città buia, i disagi tremendi, il terrore e la disperazione. Vedere la sua amata città e il suo Paese così tragicamente colpiti dev’essere stato terribile per lui, tanto che pensò anche seriamente di abbandonare il pattinaggio e restare vicino ai suoi concittadini per aiutare come possibile.
Dopo il terremoto e lo tsunami non ero in grado di pattinare e ho pensato seriamente di smettere perché avevo le mani occupate per guadagnarmi da vivere, per sopravvivere“, avrebbe dichiarato in seguito.
Era presente in lui anche una sorta di senso di colpa: inseguire i propri sogni facendo qualcosa che gli piaceva gli apparve improvvisamente una cosa inutile, superficiale, e dover per questo fuggire dalla sua città e lasciare tutti gli altri nella disperazione gli sembrò un gesto egoista. Forse, pensò, sarebbe stato più giusto restare e aiutare.
Mamma Yumi, nel frattempo, pur lasciandolo libero, come sempre, di prendere autonomamente le proprie decisioni, fece riparare le lame dei pattini.

Poco dopo accadde qualcosa che riuscì a scuoterlo da questo momento di smarrimento.
Subito dopo l’immane tragedia tutto il Giappone (e non solo) si mobilitò per tentare in ogni modo di sostenere ed aiutare concretamente le popolazioni delle aree colpite. I pattinatori organizzarono degli show a scopo benefico, per raccogliere fondi da inviare a sostegno di quelle zone.

3.11 Then and Now

3.11 Then and Now

Poche settimane dopo il disastro Yuzuru fu invitato a prendere parte ad uno di questi show, che si tenne a Kobe, altra città colpita nel 1995 da un terremoto distruttivo.
Non fu per lui facile pattinare, poiché i giorni di forzata inattività avevano indebolito il suo fisico e il mancato allenamento aveva ridotto il tono muscolare, tuttavia il suo spirito ricevette un grande sollievo.
La vista di Kobe, ricostruita e ridente cittadina dopo la distruzione del passato, gli fece pensare con convinzione “Anche Sendai ce la farà”.
L’idea poi che pattinando avrebbe potuto contribuire agli sforzi della sua gente gli schiarì le idee sul suo futuro. Capì che avrebbe potuto aiutare facendo ciò che gli riusciva meglio, ciò per cui aveva già tanto faticato. Il pattinaggio non gli apparve più un passatempo da privilegiato e l’impegnarvisi non più un atto egoistico, ma il modo migliore in cui lui avrebbe potuto fare la sua parte per aiutare il prossimo.
Aveva scoperto la sua strada, la sua missione.
Un mese dopo il terremoto poté affermare: “Al centro d’accoglienza molte persone ci hanno aiutati, e per questo vorrei fare qualunque cosa per loro; ciò che posso fare è pattinare“.

3.11 Then and Now

In quell’occasione si esibì con il programma White Legend, sulle note del Lago dei cigni di Čajkovskij reinterpretate dalla violinista giapponese Ikuko Kawai.
Il tema del cigno, delle ali e delle piume è ricorrente nella vita e nella carriera di Yuzuru Hanyu, sia per via del significato del suo cognome racchiuso nei kanji con cui è scritto, sia per la sua linea affusolata, la postura armoniosa ed il collo lungo ed elegante che in certi momenti lo fa “assomigliare” ad un cigno che si muove leggero sulla superficie dell’acqua.
Il cigno di White Legend rinasce dal buio e ritrova la luce e la libertà, probabilmente rispecchiando i sentimenti che lui stesso provava in quella fase della sua vita.

3.11 Then and Now
Fotografia © Sunao Noto

La standing ovation che il pubblico gli tributò gli fece capire che anche con il pattinaggio avrebbe potuto aiutare, portando non solo aiuto economico, ma anche morale alla gente; si sarebbe impegnato per essere all’altezza delle loro aspettative, per rendere felici e orgogliosi i suoi concittadini e compatrioti e per dare a tutti coloro che lo guardassero la forza della Speranza.
Inizialmente l’essere sempre collegato allo tsunami, l’essere etichettato come il pattinatore sopravvissuto al terremoto, gli pesava, quasi a sminuire il suo essere pattinatore a prescindere da quanto accaduto, ma in seguito i successi e la fama lo hanno svincolato da quel passato e al tempo stesso gli hanno fatto comprendere quanto vi fosse legato e quanto, in realtà, desiderasse esservi legato. Quel peso si era tramutato in orgoglio.

3.11 Then and Now yuzuru hanyu kobe white legend tsunami earthquake swan

Dopo la sua esibizione rivolse al pubblico un breve discorso, proprio in veste di “pattinatore proveniente dalle aree colpite” esprimendo riconoscenza per l’aiuto ricevuto e l’intenzione di impegnarsi a fondo per dare il proprio contributo e ripagare la generosità degli altri verso di lui e verso la sua città.

Il video che segue mostra le immagini di quello show, non con l’audio originale ma con un rimontaggio della musica di White Legend .

Senza la sua pista di Sendai in cui potersi allenare fu per lui complicato riprendere la solita routine e ritrovare la necessaria preparazione.
Da quel momento lui e la sua mamma vissero una vita itinerante e da allora la signora Yumi non si occupò più della realizzazione dei costumi per il figlio.
In un primo momento Yuzu si recò ad Hachinohe, successivamente fu invitato dal suo primo coach Shoichiro Tsuzuki ad allenarsi presso di lui a Yokohama, che si trova poco più di 300 km da Sendai e in un’area più lontana dalla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, quindi in una zona relativamente più sicura. Era un andare e tornare ogni fine settimana, dato che nel frattempo doveva anche frequentare la scuola a Sendai.

Nel corso di quell’estate, poi, partecipò a ben 66 show in tutto il Giappone. Aveva capito sulla sua pelle quanto fosse indispensabile la disponibilità di ghiaccio su cui allenarsi e sfruttò al massimo ogni occasione che gli veniva concessa. Chiese e ottenne di poter utilizzare le piste degli spettacoli prima e dopo i regolari rehearsal, arrivando alla venue prima di tutti gli altri ed allenandosi prima che essi giungessero.
In questo modo nacquero i due programmi per la stagione successiva: Étude in D sharp minor di Aleksandr Skrjabin come corto e Romeo + Juliet di Craig Armstrong come libero.
Il corto, in particolar modo, era ispirato proprio alla sua recente esperienza e al momento di lotta interiore che stava vivendo.

Così come spiega lui stesso, l’alternanza di fasi calme e pacate a fasi più potenti richiama le onde del mare, che può essere accogliente e fonte di vita ma anche un pericoloso portatore di morte e distruzione.
Il costume stesso ricorda le onde del mare.

Yuzuru Hanyu, the Ice Prince | Stories About Buildings etude 3.11 then and now

Ad un anno da quel drammatico 11 marzo, Yuzuru fece il suo debutto ad un campionato Mondiale, quello di Nizza 2012, e con un programma libero strepitoso e ormai passato alla storia, riuscì inaspettatamente a salire sul podio ottenendo una significativa medaglia di bronzo. 

Ecco di seguito il video con la sua dichiarazione immediatamente successiva al programma libero di Nizza. Anche in quel momento pensava alla catastrofe e al suo Paese.
Disse: “Pattinavo pensando di fare qualcosa per i terremotati, o di poter dare loro un po’ di forza tramite la mia performance, ma dopo lo SP di questi Mondiali ho parlato molto con mia madre, e alla fine ho capito che non era cosi. Era il contrario. Eravamo noi ad essere supportati da loro e non siamo noi a dare loro il coraggio, ma lo riceviamo. Dopo aver capito questo e accettando questo, ho potuto interpretare fino alla fine (nel FS)
(Grazie a Nymphea per avermi fornito il video e per la traduzione in italiano!)

Dopo Nizza, nel corso di quell’estate la vita di Yuzuru cambiò radicalmente: si trasferì infatti in Canada, per allenarsi con Brian Orser in un club privato di Toronto.
Cominciò così la nuova stagione agonistica e giunse la prima vittoria della nuova era Hanyu, l’NHK Trophy 2012.
Questa per Yuzu fu una gara estremamente significativa essenzialmente per tre motivi:
-si trattò della prima competizione internazionale di pattinaggio ospitata dal Giappone dopo il 3.11
-per l’occasione fu scelto un luogo decisamente significativo: una cittadina pesantemente colpita da quella catastrofe e un’arena che nei giorni del disastro era stata adibita a luogo in cui conservare i cadaveri
-la gara si disputò a Rifu, un centro praticamente inglobato in Sendai
Lui era di fatto a casa sua e sentiva su di sé tutte le aspettative del pubblico e il dovere di dare felicità a quell’area ancora così provata.

Per la sua esibizione nel Gala si esibì sulle note di  Hana ni Nare, brano scritto e cantato da Fumiya Sashida, con la coreografia di Kenji Miyamoto.
Il brano è estremamente delicato e profondo, e fu egregiamente supportato dalle scelte coreografiche di Kenji e dalla leggerezza ed intensità di Yuzuru, che volle così trasmettere il suo messaggio di speranza al SUO pubblico.

Questo il video con il testo tradotto. Le immagini sono quelle di Stars on Ice 2014, versione che ho scelto proprio per via dei sottotitoli.

Per il numero di gruppo del Finale venne scelto un altro brano che sarebbe stato ricorrente negli anni a seguire: Hana wa Saku, con il quale l’intero Giappone mostrava la propria riconoscenza al mondo per il sostegno ricevuto e al tempo stesso infondeva speranza a se stesso con una canzone scritta proprio a tale scopo.

Per saperne di più su Hana wa Saku vi invito a leggere QUESTO post)

 

La scalata al successo e alla notorietà proseguì inarrestabile, fino alla conquista del suo primo Oro olimpico a Sochi, nel 2014.
Nella conferenza stampa seguita all’assegnazione del titolo si vide un ragazzo non euforico come ci si sarebbe potuti aspettare, ma commosso quasi alle lacrime.

Aveva appena vinto l’oro olimpico, ma un pensiero lo stava dominando: a cosa serve? Pensava a come potesse aiutare il suo Paese e la sua gente a risollevarsi e il sentirsi inutile lo faceva soffrire.

Questo il video di un pezzetto della conferenza stampa di Sochi 2014.
(edit: mi scuso, il video è stato rimosso, provvederò appena possibile a sostituirlo)

Nel gala olimpico presentò White Legend, il suo modo per parlare del terremoto davanti al mondo intero.

 

Nella stagione 2013-2014 raggiunse i più alti risultati immaginabili: titolo della finale del Grand Prix, titolo olimpico e titolo mondiale.
Ormai la sua fama era esplosa a livello internazionale e questo gli permise di arrivare con il suo pattinaggio e le sue parole a molte più persone, portando consolazione e speranza a chi viveva tra i dolori e facendosi portavoce della sua gente che ancora soffriva.

Quando dopo Sochi 2014 tornò in patria come Campione Olimpico, primo pattinatore giapponese a riuscire nell’impresa (nel 2006 la via era stata aperta da Shizuka Arakawa, che fu la prima pattinatrice del Sol Levante a raggiungere tale traguardo), prese vita un progetto che lo coinvolse direttamente nella promozione di Hana wa Saku.
Ecco che quel brano prodotto da NHK a scopo benefico incontrò nuovamente il suo percorso.

La sua esibizione fu eseguita nel giugno del 2014 nella sua città, sul ghiaccio dell’Ice Rink Sendai, la pista in cui aveva mosso i primi passi con i pattini e in cui era cresciuto.
Per saperne di più vi invito a leggere QUESTO post)

 

A partire dall’estate del 2014 la sua partecipazione ad uno spettacolo annuale di beneficenza intitolato 24h TV divenne un appuntamento fisso.
In quella prima occasione Yuzuru si esibì con il suo celebre Romeo & Juliet, nel ricordo delle vittime del tragico sisma e conseguente tsunami.
Sempre nel contesto di 24h TV fece visita ad alcune aree colpite dal terremoto e dallo tsunami, con la speranza di portare conforto e dare forza alla popolazione. Gli studenti di una scuola, che gli avevano inviato una bandiera del Giappone ricoperta dai loro messaggi di supporto in vista di Sochi, lo accolsero con immenso entusiasmo e lui fu lieto di aver regalato loro un sorriso.

 

Arriviamo così alla stagione 2014-2015, molto complicata per Yuzuru: prima problemi alla schiena che lo costrinsero a ritirarsi dal Finlandia Trophy, poi il terribile scontro in pista con Han Yan nel corso dei 6 minuti di warm-up prima del programma libero della Cup of China, a cui seguì un NHK Trophy sotto tono a causa della condizione fisica precaria in seguito a quell’incidente e, finalmente, la gloriosa Finale di Grand Prix a Barcellona.
I problemi per lui, però, non erano finiti: nel giro di pochi giorni un’infezione all’addome lo costrinse, dopo una vittoria dei Nazionali conquistata tra i dolori, al ricovero e ad un intervento d’urgenza per rimuovere il residuo uracale che causava il problema. Seguirono i difficili mesi di recupero, resi più complicati da una distorsione alla caviglia, e infine i Mondiali di Shanghai, con un secondo posto amaro.
In tutto questo seppe ugualmente regalarci vere e proprie perle e commuoverci sempre e comunque, vero esempio qual è.

E’ quanto accadde anche all’NHK Trophy, da lui concluso in una deludente quarta posizione. Nonostante ciò mise l’anima nell’esibizione del Gala, ancora quel Hana wa Saku che ormai era divenuto un inno alla sua terra e un invito a vivere la vita come dono prezioso e mai scontato.

 

Per la Finale di Grand Prix di Barcellona e poi anche per i Mondiali di Shanghai venne utilizzato come esibizione un programma che era nato per il tour di show estivi: The Final Time Traveler, anche questo con innegabili connessioni alla ricerca del proprio io, di un equilibrio e ragione di vita dopo che il disastro aveva spazzato via le certezze e le sicurezze del passato.

Il video che segue è la versione pattinata a Shanghai.

Nel luglio del 2015 nacque un nuovo programma per il tour Fantasy on Ice,  che poi sarebbe rimasto come esibizione per tutta la stagione 2015-2016:
“Requiem of Heaven & Earth”, presentato per la prima volta nella tappa di Kanazawa, su musiche composte da Yasunobu Matsuo (titolo originale: “Great East Japan Earthquake Requiem 3.11) e con la coreografia di Kenji Miyamoto.

Si trattò dell’ennesimo tentativo di esprimere con il suo pattinaggio tutto ciò che provava verso la tragica esperienza del 3.11: shock, rabbia, senso di impotenza e disperazione, il tutto espresso in modo intenso e al tempo stesso molto intimo.
Una caratteristica ricorrente nelle interpretazioni di Yuzuru è appunto l’intimità: lui non interpreta come a teatro per “mostrare” qualcosa, ma esprime i propri sentimenti e le sensazioni che nascono nel momento stesso in cui pattina seguendo la musica. Questo rende le sue esibizioni delicate come una bolla e lascia chi lo guarda come catturato dal suo io.
In questo caso lo fece intenzionalmente, come uno sfogo di tutto ciò che teneva dentro di sé sin dal giorno del terremoto.

Al termine dello show Yuzuru rivolse al pubblico un breve discorso:
Sono felice di aver potuto pattinare Requiem of Heaven and Earth qui a Kobe. Kobe, più che essere stata recuperata, è stata totalmente ricostruita ed è diventata una bellissima città. Pochi giorni fa ho visitato Fukushima, non è ancora ricostruita. Non solo nella regione del Tohoku, ma anche ad Ibarachi e  Chiba ci sono località colpite dal disastro. Vorrei chiedervi di non dimenticare quelle aree e di continuare ad aiutarle.”
Grazie a Yuzusorbet per il report di quello show, potete leggerlo nel suo blog tumblr.

Nell’agosto 2015 Yuzuru partecipò per la seconda volta a 24h TV.
Visitò Iwaki, una cittadina della prefettura di Fukushima in cui si trovano persone evacuate da zone limitrofe a causa delle radiazioni, le quali vivono ancora nei container. Yuzuru si sedette tra loro, parlando e ascoltando i loro racconti, i loro ricordi e le difficoltà future.

 

Per la trasmissione TV si esibì con due programmi, il primo “Requiem of Heaven and Earth”,  il secondo “Hana ni Nare”, per l’occasione cantato live dall’autore Fumiya Sashida insieme ad un coro di bambine, “MJC ensemble”, proveniente dalla città di Minami-Soma, coro che aveva perso uno dei propri componenti a causa dello tsunami.
Entrambi brani che conosciamo già.

Allo show erano presenti un centinaio di persone tra quelle che Yuzuru aveva visitato a Iwaki e nel video si vedono i loro sguardi ammirati e commossi mentre seguono le sue esibizioni.
Trovo commovente il sentimento di Yuzuru e soprattutto di queste persone, che sembrano così grate delle attenzioni di questo ragazzo per loro, sembrano orgogliosi, come fosse un loro figlio che porta alto il loro nome nel mondo. Se lo guardano, se lo coccolano con gli occhi e sono felici per questo.

 

Cominciò la stagione 2015-2016 che fu per lui gloriosa e lo confermò il migliore di tutti e probabilmente di sempre, dato che sbriciolò tutti i record del mondo fatti segnare sino ad allora. 
Il top fu raggiunto prima all’NHK Trophy di Nagano e poi alla Finale di Grand Prix di Barcellona.
Nessuno lo sapeva, ma un grave problema stava a quel tempo già preoccupando Yuzuru: un dolore persistente e sempre più intenso al collo del piede sinistro.

Nonostante ciò non rinunciò a prendere parte ad uno show di beneficenza prodotto da NHK, in programma per gennaio 2016: “NHK Trophy Special Figure Skating Exhibition”.
Due giorno prima dello spettacolo visitò Otsuchi, una cittadina della prefettura di Iwate gravemente danneggiata dal terremoto e dallo tsunami del 2011.
Ogni volta che visita le zone così duramente colpite da quella tragedia i suoi pensieri sono sempre tanti e le emozioni contrastanti. Si chiede cosa ognuno provi dentro di sé, come possa lui aiutarli o donare loro la speranza e un sorriso.

Visitò una scuola, pregò presso un monumento dedicato alle vittime dello tsunami e nel seguente video potete vedere quanto fosse emotivamente coinvolto e riuscisse ad entrare veramente in contatto con i sentimenti di quelle persone.

 

Lo show ebbe luogo a Morioka, altra località colpita dalla devastazione del 3.11, fu organizzato in vista del quinto anniversario dalla tragedia e con lo scopo di devolvere in beneficenza il ricavato dalla vendita dei biglietti.
Yuzuru scelse di nuovo di pattinare la sua esibizione Requiem of Heaven and Earth.

Si esibì poi in un secondo programma: Hana wa saku.
Questa volta non da solo. Si trattò di un’altra versione del brano e di una nuova coreografia, curata da Nanami Abe, per creare un’esibizione di 4 pattinatori insieme. Oltre a Yuzu, Shizuka Arakawa, Takeshi Honda e Akiko Suzuki, aventi tutti un forte legame con il Tohoku e con Sendai in particolare (Honda è nato a Fukushima, Suzuki si è laureata all’università di Sendai, Arakawa si è trasferita molto presto a Sendai e lì si è allenata per molti anni e Yuzuru… beh, lo sappiamo).

 

I Mondiali di Boston del marzo 2016 furono un’esperienza difficilissima per Yuzuru, che si dovette accontentare di un secondo posto perché nel programma libero il dolore al piede e la tensione gli fecero commettere troppi errori e imprecisioni rispetto al miglior Fernandez di carriera.
Il piede era gonfio e anche gli antidolorifici ormai non bastavano più.
Tornato da quella gara, sapeva che avrebbe dovuto sottoporsi a esami, visite e cure, senza certezze sul futuro.
Mentre nel Gala pattinava il suo Requiem of Heaven and Earth più intenso e commovente di sempre, arrivò a pensare che quella sarebbe forse stata l’ultima sua esibizione.
… e finito il programma gli occhi erano pieni di lacrime.

 

Nell’agosto del 2016 giunse puntuale la trasmissione televisiva 24h TV. Yuzu era appena uscito dall’infortunio al piede sinistro, al legamento di lisfranc, che lo aveva costretto al riposo assoluto per oltre due mesi e ad una ripresa graduale sul ghiaccio, motivo per cui la preparazione in vista della successiva stagione era in ritardo rispetto al solito.
Nonostante ciò prese parte allo show, portando questa volta la sua presenza e il suo sostegno alle popolazioni dell’area di Kumamoto, colpite di recente da un sisma e in fase di ripresa.

Per l’occasione si esibì con Kumamon (la mascotte della regione di Kumamoto) e con cinque ragazzine di quella zona, le cui case avevano subito danni.
Dopo questa breve esibizione di gruppo… pattinò da solo.

Il programma da lui scelto, che voleva essere a sostegno delle vittime del terremoto di Kumamoto, fu nuovamente “White Legend”.
La scelta non fu casuale. Nulla con lui è mai casuale. Dopo le difficoltà personali seguite al 3.11, dopo essersi lentamente ripreso anche grazie a quel primo show di beneficenza a Kobe (in cui, come abbiamo visto, pattinò proprio White Legend), capì che tante persone lo incoraggiavano e lo supportavano e che nel suo piccolo, anche con il suo pattinaggio, poteva fare qualcosa per aiutare gli altri. Quel programma quindi fu il primo passo per la “ricostruzione” di se stesso e credo che in quest’occasione lo scelse proprio per esprimere il suo appoggio alle popolazioni colpite e incoraggiarle a guardare avanti, verso la ricostruzione, senza mai arrendersi.

 

Il legame a doppio filo tra Yuzu e il 3.11 e, per estensione, a tutte le persone in difficoltà, proseguì nella stagione successiva, 2016-2017, con la nascita di un nuovo, splendido, programma d’esibizione: Notte Stellata, una versione cantata in Italiano dal trio Il Volo sulla nota melodia di “The Swan” di Camille Saint-Saëns.
Ritorna il tema del cigno, etereo, elegante e regale, l’evoluzione di quel cigno che per primo era apparso in White Legend, ma ora è cresciuto e ha davvero la corona in testa, maestoso nella sua eleganza.
Notte Stellata gli fu suggerito da Tatiana Tarasova, icona del pattinaggio russo e allenatrice di grandi pattinatori, e venne poi coreografato da David Wilson.

Il debutto di questo programma risale al Gala di Skate Canada 2016.

Yuzuru Hanyu - Notte Stellata (The Swan)

Nell’estate 2017 l’argomento affrontato da Yuzuru nel suo intervento a 24h TV fu l’asma e più in generale come si possano accettare le proprie malattie e i propri difetti, affrontandoli con coraggio. Non è quindi direttamente collegato al 3.11 o a disastri naturali, ma evidenzia la sua volontà di aiutare gli altri, di portare loro forza e speranza, anche in questo caso partendo dalla propria esperienza personale, dato che lui stesso soffre di asma sin da bambino ed è la dimostrazione più evidente di quanto con la volontà si possano ottenere traguardi inimmaginabili.

Il dodicenne Sora Ikeda, affetto da asma, nel 2014 assistette ad un Ice Show in cui era presente anche Yuzuru. Vedendolo pattinare sulle note della canzone Ienaiyo, cantata dal vivo da Hiromi Go, rimase molto colpito e decise di iniziare a pattinare.
Per 24h TV Yuzu gli fece una bellissima sorpresa prima con una videochiamata online, poi con una piccola sessione di allenamento insieme a lui ed infine con un’esibizione a lui dedicata proprio sulle note di Ienaiyo, cantata dal vivo da Hiromi Go, come nel 2014.
Yuzuru diede una grande lezione a Sora: non bisogna confrontare se stessi con gli altri, ma considerare l’asma o qualsiasi altro difetto, malattia o limite come qualcosa di “normale”, semplicemente qualcosa che fa parte di noi, e si deve lavorare duramente per raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni.

 

Nell’agosto 2017 fu inoltre invitato da Shoichiro Tsuzuki, suo ex allenatore cui era ed è ancora fortemente legato, a tenere una lezione per i bambini dell’Ice Rink di Yokohama, lo stesso in cui Yuzu aveva trovato accoglienza dopo il sisma.
Lui accettò l’invito e i bambini furono estasiati da cotanto insegnante, che con estrema dolcezza riuscì a rendere divertente la lezione.

 

Dedicò ai presenti anche un’esibizione: Hana ni nare.
Come vedete tutto torna, nulla è per caso, tutto è collegato e ha un senso profondo e sentito nella vita di questo ragazzo.
Ulteriori dettagli potete trovarli in QUESTO post di wherespacepooh. 

La stagione 2017-2018, l’importantissima stagione Olimpica, si aprì con due secondi posti all’Autumn Classic International e alla Rostelecom Cup, per poi subire un arresto imprevisto e tremendo durante una practice all’NHK Trophy, che mise seriamente in discussione la sua partecipazione alle Olimpiadi.
Il suo spirito indomabile e la sua forza incredibile gli permisero di superare ancora una volta le avversità e reggere la pressione che inevitabilmente aveva sulle proprie spalle.
Vinse le Olimpiadi di PyeongChang, primo pattinatore di singolo maschile a riuscire, dopo ben 66 anni, nell’impresa del back to back olimpico.

L’esibizione che scelse per il Gala fu Notte Stellata, come tributo alle vittime del disastro.
La notte dopo il terremoto del 3.11, uscendo dalla palestra in cui era evacuato con la famiglia, in una Sendai completamente oscurata dai black out, ecco stagliarsi nel cielo notturno, davanti ai suoi occhi, il firmamento in tutto il suo splendore. Così tante stelle e così luminose non le aveva mai viste. La sua personale Notte Stellata.

Quello spettacolo gli diede speranza pur in mezzo a tanta disperazione e gli fece capire che “Ci sono luci che si possono vedere solo quando si è nel buio più assoluto”.
Quel cigno incantò le persone non solo dal vivo ma per mezzo degli schermi di tutto il mondo e il suo messaggio di forza e speranza arrivò ovunque.

Yuzuru ha sempre cercato, nel corso degli anni, di rendersi utile alla propria città grazie alla fama internazionale e all’amore incondizionato di cui gode da parte di moltissimi fans, e Sendai ha sempre ricambiato tale dedizione e lo ha protetto e supportato sempre con affetto.

Dopo il secondo successo olimpico fu organizzata una grande parata in suo onore a Sendai, e così come era accaduto già 4 anni prima (ma questa volta con un oceano di folla e tantissimi tifosi provenienti dall’estero appositamente per assistervi, il che mostrò quanto l’amore per lui fosse cresciuto esponenzialmente) questa fu l’occasione per portare visitatori e turisti nella zona, con conseguenti vantaggi anche economici e di immagine.

 

A luglio 2018 venne trasmesso su NHK un nuovo video del brano Hana wa Saku, questa volta cantato dagli atleti della delegazione giapponese di PyeongChang, girato poco dopo il loro ritorno in patria.

Per il tour di Fantasy on Ice 2018 Yuzuru preparò un nuovo programma ed anche in questo caso lo conservò poi come esibizione per la stagione agonistica seguente. Si tratta di Haru yo Koi.

Haru Yo Koi (Possa venire la Primavera) è un brano composto da Yumi Matsutoya, meglio nota come Yuming, nel 1994 dopo il terremoto che colpì Kobe ed all’epoca riscosse grande successo. 
Dopo il disastro del 3.11 nel Tohoku, Yuming lo registrò nuovamente e tutto il ricavato dalla vendita dell’album fu devoluto in beneficenza a favore delle aree colpite da sisma e tsunami.
Oltre a questo, la mamma di Yuzuru è una grande fan di Yuming e questa canzone è uscita proprio nello stesso anno di nascita di Yuzu, il quale ha detto che, in un certo senso, vi è legato sin da quando era ancora nella pancia di sua madre.

Questa la versione originale.

Haru yo Koi nella versione per solo pianoforte, suonata per l’occasione dal pianista Shinya Kiyozuka e con coreografia di David Wilson, è l’ennesimo capolavoro firmato Yuzuru Hanyu, che vestito come un lieve fiore di sakura, scivolando sul ghiaccio più leggero ed etereo che mai, come un petalo trasportato dal vento primaverile, ci invia ancora una volta il suo messaggio di speranza per il futuro.

Quando si esibisce non interpreta la musica, non la sente semplicemente, lui diventa musica, lui E’ la musica, lui con i suoi pattini e con tutto il suo corpo, dalla punta dei piedi alla punta delle dita delle mani, suona le note della musica e la fa vibrare fino nell’animo di chi lo sta guardando, toccando i tasti più intimi di ognuno, che vive e sente la sua esibizione in modo personale e individuale. Lui stesso ha detto che non vuole suggerire una chiave di lettura, o ciò che sente lui, ma vuole far emozionare le persone e farle riflettere in modo personale sul significato dell’esibizione e della musica, lo ha ribadito riguardo Haru yo Koi.

Risultati immagini per yuzuru hanyu haru yo koi

Il 2 luglio ricevette il più prestigioso premio per un cittadino giapponese, il People’s Honor Award, conferitogli dal primo ministro Shinzo Abe.
Abe lo lodò per aver superato le gravi difficoltà cui era stato sottoposto, il 3.11 e poi l’infortunio alla caviglia, tra gli altri, e per essere stato esempio e fonte di forza e speranza per il proprio Paese.

Yuzuru è il più giovane, ad oggi, ad aver ricevuto tale riconoscimento.

 

La partecipazione a 24h TV nell’agosto 2018 lo vide in visita ad alcune persone anziane della città di Naraha-machi, evacuate dalle loro abitazioni in seguito al disastro della centrale nucleare di Fukushima dovuto allo tsunami nel 2011. Alcune signore hanno un piccolo centro in cui producono oggetti artigianali, da vendere per raccogliere fondi e Yuzuru aveva già fatto loro visita nel 2015.
La sua visita precedente fu molto toccante, Yuzu e queste dolcissime signore condivisero le loro esperienze ed esse furono felicissime della sua presenza.

Questa volta Yuzu si presentò a sorpresa, portando con sé entrambe le medaglie olimpiche.
In questo piccolo centro artigianale, le signore producono, tra le altre cose, la mascotte della loro città, che Yuzu osservò incuriosito, e rise quando gli dissero che il suo nome è Yuzutaro (e ha la testa a forma di yuzu, l’agrume).

Seguì l’esibizione sul ghiaccio con invito esclusivo a quelle persone ad assistervi dal vivo.
L’esibizione si tenne all’Ice Rink Sendai, che Yuzuru definì per lui fondamentale per la sua vita, in quanto proprio lì aveva iniziato a pattinare ed era cresciuto.
All’Ice Rink erano presenti alcuni bambini del luogo che, insieme ai personaggi Disney, si esibirono su musiche dei film Disney. A questo seguì l’esibizione di Yuzuru, che scelse Notte Stellata in ricordo del cielo della prima notte dopo il terremoto, notte nella quale le stelle brillavano ancora di più per effetto della mancanza di elettricità e che da allora gli sono rimaste impresse nella mente.

Questa è stata forse, a mio avviso, la Notte Stellata più intensa e toccante, e Yuzuru ancora più sublime e “morbido”.
Al termine una signora del pubblico lo ringraziò a nome di tutti tra le lacrime.
(edit: altro video rimosso, scusate ancora, ma non dipende da me)

 

Prima di lasciare il Giappone e tornare in Canada per iniziare la preparazione alla stagione successiva, trovò tempo e modo per recarsi a fare visita anche ad una scuola della zona di Fukushima, riaperta dopo il disastro del 2011. 
Yuzuru rispose alle domande dei bambini e dei ragazzi e mostrò loro le due medaglie olimpiche, per incoraggiarli e dare loro motivazione.

La città di Sendai gli ha dedicato due monumenti posti, assieme ad un terzo per Shizuka Arakawa, di fronte al Sendai International Center, due come due sono i titoli olimpici, ma si tratta di una manifestazione di affetto e gratitudine che va ben al di là dei meriti sportivi.

Arriviamo così all’agosto 2019 ed all’appuntamento fisso con 24h TV.
In tale occasione
Yuzu visitò una coltivazione di haskap e assaggiò sia il frutto che un succo con esso prodotto. I presenti furono così sorpresi e felici della sua visita! … e ovviamente le vendite di haskap aumentarono grazie ai fanyus ed alla #hanyuconomy.
Fece poi visita ad una famiglia che viveva in un container in seguito al terremoto dell’estate precedente.

Yuming (ricordate? L’autrice di Haru yo Koi) visitò nel frattempo la città di Atsuma, una località dell’Hokkaido gravemente colpita dal terremoto di un anno prima. La banda di Atsuma, composta da 20 elementi, proprio in quel terremoto aveva perso il suo direttore, Kazuhiko Matsushita. 

 

 Infine Yuzuru in pista, accompagnato da Shinya Kiyozuka al piano, dalla voce di Yuming e dalla banda di Atsuma, si è esibito sulle note di Haru yo Koi davanti ad un pubblico di sole 400 persone, invitate tra coloro che avevano ricevuto la sua visita il giorno precedente.
Molto commovente vedere sul palco il leggio del direttore d’orchestra, con spartito e bacchetta… ma senza direttore. Il leggio è in ricordo del direttore di questa orchestra, che ha perso la vita proprio nel terremoto del 2018.

 

Durante il suo viaggio in Hokkaido, Yuzuru fece tappa anche ad un Ice Rink di Sapporo,  un impianto che rimase chiuso temporaneamente in seguito al terremoto del 2018 e nel quale insegnava anche la sua prima allenatrice, Mami Yamada.
Sapendo che quei bambini e ragazzi avevano vissuto un’esperienza molto simile alla sua, ossia la chiusura della propria pista di allenamento, volle andare a portar loro un incoraggiamento e a Yamada sensei il suo speciale ringraziamento.

Yuzuru fece una bellissima sorpresa ai bambini e ai ragazzi a cui Yamada sensei insegnava a pattinare (insegna ancora, presumo), mostrandosi in pista e pattinando per loro anche un pezzo della coreografia di SEIMEI, con tanto di salti quadrupli.
Seguì una bella chiacchierata tra lui e i bambini, che sono certa abbia dato loro ispirazione ed entusiasmo.
Trovate maggiori dettagli in QUESTO post.
(edit: ennesimo video rimosso)

Aggiungo il video di Notte Stellata pattinato alla Finale di Grand Prix di Torino nel dicembre 2019, l’ultima gara “normale” prima che la pandemia da Covid-19 stravolgesse la vita di tutti.

Nella sua partecipazione di 24h TV 2020 si è concentrato sui rischi e i limiti derivati dalla pandemia e ha parlato via webcam della sua tesi di laurea, mostrandosi ancora una volta estremamente saggio, maturo e sensibile a quanto lo circonda. 

Ai Campionati Nazionali Assoluti del dicembre 2020 ha regalato un nuovo programma corto rockettaro e scatenato con l’intento di sollevare lo spirito delle persone in questo momento così difficile per il mondo intero: Let Me Entertain You, di Robbie Williams e nel Gala ci ha lasciato un’immagine di aria profumata di primavera con l’esibizione Haru yo koi, nella speranza che davvero tutto possa rinascere al più presto.

Come avrete certamente notato, mi sono soffermata solo sugli eventi pubblici che mostrano il legame tra Yuzuru e le aree colpite dalla tragedia del 3.11 e, per estensione, altri disastri naturali o difficoltà.

Sono convinta che la sua triste esperienza lo abbia profondamente cambiato e fatto maturare, lo Yuzuru che conosciamo e amiamo è stato formato anche da quel giorno. La sua arte, la sua determinazione, il suo carattere, almeno in parte sono dovuti anche a quello. Senza 3.11 forse non ci sarebbe oggi lo stesso Yuzuru, che si porta dentro la sua ferita e carico del suo fardello, eppure promotore di speranza.

3.11 Then and Now

 


Per concludere questo viaggio in 4 puntate sul Great East Japan Earthquake visto con gli occhi di una Italiana che ama il Giappone e adora un ragazzo speciale che racchiude in sé quanto di meglio ha ed è il Giappone e molto di più, voglio mandare il mio pensiero più affettuoso e un forte abbraccio a tutti coloro che leggeranno questo mio post, i quali hanno vissuto quell’esperienza e forse ne stanno ancora vivendo le conseguenze, oltre che un ricordo a chi purtroppo non c’è più.
Infine un immenso GRAZIE a Yuzuru, che ha saputo prendere quell’esperienza devastante e traumatica e trasformarla in cibo per la sua anima, un dolore ed una ferita che lo hanno reso ancora più speciale di quanto già non fosse.
Grazie Yuzu, perché ci hai insegnato tanto e continui a farlo, grazie perché ci regali un grande esempio e sei fonte di ispirazione per tante persone sparse in tutto il mondo.

A chi ha resistito e ha letto tutto il papiro, un abbraccio e un grazie di cuore.
A presto!!

Elena


Autore: EleChicca

Italian. I like Japan, cats, fashion dolls, anime&manga, figure skating and a lot of other things, but, above all, I LOVE Yuzuru Hanyu! ??

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