Pubblicato il: 4 Agosto 2021 alle 21:42

“Mimì e la Nazionale di pallavolo” e le Streghe d’Oriente di Tokyo ’64

mimì e la nazionale di pallavolo

Gli appassionati di anime e manga saranno rimasti delusi dal fatto che pochi, anzi, pochissimi sono ad oggi gli articoli dedicati su questo blog al loro argomento preferito. Avete ragione e me ne scuso.
In realtà sono davvero tanti i temi che vorrei trattare, e vorrei farlo in modo appropriato, quello che manca è il tempo!
Proverò ad inserire più spesso nuovi post nella sezione Anime e Manga, promesso!
Se nel frattempo avete qualche domanda, curiosità, richiesta o suggerimento… non esitate a scriverli nei commenti!

Oggi vorrei proseguire nel solco aperto con Akira e restare quindi collegata al filo conduttore delle Olimpiadi, che sono ancora in pieno svolgimento in Giappone.
Questa volta non si parla di profezie o pseudo tali, ma di una serie storica, sia nel senso che fa parte di un’altra epoca dell’animazione giapponese, sia in quanto ispirata ad una storia vera.


Alzi la mano chi, tra i nati negli anni 80, non ha mai visto “Mimì e la Nazionale di Pallavolo”!

Ok, chi è nato negli anni 80 è sulla quarantina e vi concedo qualche vuoto di memoria. Forse potrebbero ricordarla meglio coloro che all’epoca erano già un po’ più grandicelli, quindi allargo l’appello a chi è nato negli anni 70.

Un piccolo aiutino…

mimì e la nazionale di pallavolo

Sono certa che se aggiungo anche la sigla, sarà quasi impossibile non ricordarla!
Eccola qua, la VERA sigla italiana, sicuramente la più bella e quella entrata nel ricordo di tutti.
Cantata da Georgia Lepore, con il titolo “La Fantastica Mimì”, fu la sigla della seconda edizione della serie, trasmessa in Italia a partire dal 1982 e mancante dei primi 26 episodi.

Sì, perché in realtà Mimì giunse nel nostro Paese nel 1981, ma vennero tradotti e trasmessi solamente i primi 26 episodi, con il titolo di “Quella fantastica dozzina” e sigla iniziale “Evening” della John Servus Orchestra.

Nel 1995 l’intera serie, composta da 104 episodi (i primi 26 finalmente insieme ai successivi) venne completamente riadattata da Mediaset, ridoppiata e trasmessa con una nuova sigla cantata da Cristina d’Avena, “Mimì e la Nazionale di Pallavolo”.

Per la cronaca:
Nel 2019 l’anime è stato trasmesso sul canale Mediaset Italia 2 in versione rimasterizzata in 16:9 e integrale, con entrambe le sigle più note, quella di Cristina d’Avena come apertura e quella di Georgia Lepore come chiusura.

Nel mondo dell’animazione giapponese esistono svariate altre serie dedicate alla pallavolo, principalmente al femminile ma negli ultimi tempi anche con protagoniste squadre maschili (di gran moda ultimamente “Haikyu!!”).
In particolare, non confondetevi con altre serie della nostra infanzia: “Mila e Shiro due cuori nella Pallavolo” (nell’edizione italiana Mila è introdotta come la cugina di Mimì, ma non è affatto così, non ci sono legami di nessun tipo) e soprattutto “Mimì e le ragazze della Pallavolo”, serie trasmessa nel 1982 della durata di 23 episodi. Il nome Mimì per entrambe le protagoniste (in Italia), la sigla cantata in entrambi i casi da Georgia Lepore e la messa in onda negli stessi anni possono trarre in inganno, ma anche tra queste due serie non esiste alcun tipo di collegamento.


Bene, ora che abbiamo chiarito esattamente di quale serie ci stiamo occupando, vediamo di scoprire qualcosa di più.

Mimì e la nazionale di pallavolo (in Giapponese: アタックNo.1 Attack No.1) è una serie di 104 episodi prodotta nel 1969 dalla Tokyo Movie Shinsha, con la regia di Eiji Okabe e Fumio Kurokawa ed è stata tratta dal manga omonimo di Chikako Urano, uno dei primi shoujo manga ed il primo di genere sportivo (definiti スポコン, sponko, formato dall’unione contratta di sport スポーツ e konjou  根性, ossia spirito inteso come mentalità, determinazione nello sport) dedicato ad un pubblico femminile.
All’epoca la serie fu estremamente popolare in Giappone, tutte le bambine volevano giocare a pallavolo e correvano a casa dopo la scuola per vedere gli episodi alla TV.

La storia è ambientata negli anni 70.
La protagonista si chiama Kozue Ayuhara, divenuta Mimì Ayuhara nell’adattamento italiano.
Mimì è una studentessa, appassionata di pallavolo.

E’ originaria di Tokyo, ma si è trasferita in una località costiera per riprendersi dagli strascichi della tubercolosi.
Qui vive presso gli zii e, dopo le prime difficoltà di adattamento nella nuova scuola, viene accettata e apprezzata per le sue doti personali, atletiche e di studentessa.
Si dimostra infatti anticonformista, cosa che in un primo momento crea sospetti e preconcetti tra i professori e i compagni di scuola, ma subito emerge la sua bontà d’animo, il suo forte carattere e il carisma, che la portano in breve tempo ad inserirsi nella squadra di pallavolo del liceo, dopo che il suo talento cristallino attira l’attenzione del professor Shunsuke Hongo.
Il clima salutare e l’intensa attività fisica contribuiscono ad una sua guarigione totale, che stupisce perfino i medici. La pallavolo, si può dire, le ha salvato la vita e ridato la piena salute.

mimì e la nazionale di pallavolo

Il professor Shunsuke Hongo è molto attento agli studenti non solo per il loro rendimento, ma a 360°, consapevole che una rigida disciplina sportiva può forgiare il carattere dei giovani e fortificare il loro spirito di persone, spronate a combattere con tutte le forze per il raggiungimento dei propri obbiettivi, nel perseguimento dei propri sogni e in difesa dei propri ideali.
Questa mentalità è ciò di cui è impregnato il mondo dei manga e anime a tema sportivo, così come la cultura e la società giapponese.
Tali opere hanno dunque – e soprattutto avevano all’epoca – un importante valore educativo.

Torniamo alla nostra Mimì, che come si è detto entra a far parte della squadra della scuola, il team Fujimi, di cui viene nominata capitano.

mimì e la nazionale di pallavolo

Con l’ingresso di Mimì in squadra, il Fujimi ha una potente arma, ma ben presto si inserirà nel gruppo anche un’altra giocatrice di grande talento, Midori Hayakawa.
Dopo un primo periodo di tensioni e rivalità, tra le due ragazze nasce ben presto una forte amicizia.

mimì e la nazionale di pallavolo

A questo punto vi è un altro ingresso fondamentale per la squadra di volley: il professor Shunsuke Hongo diventa l’allenatore del team e mette subito in pratica i suoi principi educativi sottoponendo le ragazze a durissimi allenamenti.

mimì e la nazionale di pallavolo

Da qui in avanti lo spettatore segue nel corso degli episodi la vita estremamente dura che porterà Mimì e le altre giocatrici ad una inarrestabile scalata verso il successo non solo sul campo, ma nella loro consapevolezza ed autodisciplina.

Nel suo percorso la ragazza affronta e supera anche periodi di crisi, nei quali pensa di abbandonare la pallavolo.
Ciò che la guida e le dà la forza di resistere e lottare è la sua mai sazia voglia di migliorarsi, di arrivare sempre più in alto, di superare ogni difficoltà, ogni limite, ogni ostacolo, soprattutto vincere ogni sua debolezza.

Assieme a Midori, viene scelta per far parte della squadra nazionale juniores, partecipando ad un campionato mondiale negli Stati Uniti, in cui il Giappone si classifica secondo dietro l’Unione Sovietica.

mimì e la nazionale di pallavolo

In questa occasione le ragazze devono sopportare e sostenere i metodi di allenamento di Daigo Inokuma, un compagno di università del professor Hongo, al confronto del quale risulta ancora più severo, a tratti apparentemente disumano, ma anche in questo caso il suo modo di agire tempra le giocatrici e ne rinforza anche e soprattutto lo spirito.

mimì e la nazionale di pallavolo

Mimì viene sottoposta e si sottopone di propria iniziativa ad allenamenti durissimi (l’immagine di lei che si allena a ricevere in bagher con catene attorno ai polsi è divenuta leggendaria ed anche spunto per battute!).

mimì e la nazionale di pallavolo

Degni di nota e ripetutamente messi in evidenza nel corso dell’intera serie sono, come avrete già capito, i metodi estremamente duri d’allenamento a cui sono sottoposte Mimì e le compagne. Questi metodi vengono anche criticati in qualche modo dai media, come eccessivi, troppo duri, spietati, soprattutto nei confronti di ragazzine.
Su questo dettaglio però torneremo in seguito.

Ritornata in patria, Mimì riprende a giocare con la squadra del Fujimi, ora al Liceo, vincendo il campionato nazionale per due volte consecutive.

Attraverso le sfide sul campo di gioco, le partite, i tornei… la battaglia più importante è la vita, l’avversario più temibile e più stimolante è se stessa.
La serie è anche costellata di storie personali drammatiche, presenti o passate, riguardanti svariati personaggi e lo stesso fidanzato di Mimì muore in un incidente stradale.
Sutomo Ichinose, una sorta di cugino acquisito, poi amico ed infine fidanzato – o qualcosa del genere – di Mimì, perde infatti la vita dopo essere uscito di strada e precipitato in un dirupo con il suo furgone nel tentativo di raggiungere il palazzetto sportivo in tempo per assistere ad un incontro che vede impegnata la ragazza e per sostenerla.
Questa tragedia porta, com’è facile immaginare, un forte senso di colpa in Mimì e tanti dubbi sull’importanza della pallavolo nella propria vita e sul valore della vita stessa.

E’ di nuovo tempo per la nostra protagonista, questa volta senza la sua amica Midori, di prendere parte ai Mondiali della categoria maggiore. Viene selezionata per la Nazionale e qui incontra nuovamente il coach Inokuma,  il suo carattere burbero e i suoi metodi ultra severi, ma ormai è chiaro che tutto ciò viene fatto per il bene delle atlete ed il successo e questa volta giunge la vittoria.
Il Giappone vince il campionato mondiale di pallavolo femminile di Sofia, Bulgaria, del 1970, battendo in finale l’Unione Sovietica, e Mimì viene elogiata al termine della partita, come la migliore (Attacker n. 1, appunto).

Negli ultimi fotogrammi possiamo vedere l’ormai grande campionessa disporsi ad affrontare il sogno olimpico.

mimì e la nazionale di pallavolo

A margine si potrebbe parlare di una caratteristica, tipica degli anime incentrati sul combattimento ed anche quelli sportivi: vengono inventati colpi micidiali dai nomi altisonanti e dagli effetti… come dire… per nulla realistici, ma che da bambini ci facevano sognare e sono pronta a scommettere che molti di noi hanno immaginato almeno una volta di divenire grandi campioni e riuscire ad eseguire quelle cose pazzesche, con la palla che scompare, si illumina, cambia forma, si sdoppia o segue traiettorie impossibili. Uno dei colpi messi a punto da Mimì è l’ormai celebre “Goccia di Ciclone”.

(Queste e altre informazioni si possono trovare su Wikipedia)


Detto tutto ciò, veniamo al nocciolo della questione.
Ebbene, la storia di Mimì – o Kozue – Ayuhara è ovviamente inventata, ma molti degli elementi presenti in questa storia sono ispirati alla realtà, in particolar modo proprio quel durissimo metodo di allenamento di cui abbiamo parlato.

Dovete sapere infatti che pochi anni prima della nascita del manga, e poi dell’anime di Attack no.1, Tokyo ospitò le Olimpiadi.
Fu esattamente nel 1964 e in quell’occasione il Giappone conquistò la medaglia d’oro davanti all’Unione Sovietica.
Fu una vittoria clamorosa che fece esplodere la popolarità del volley nel Paese del Sol Levante, ma quella squadra era già nota per le notevoli qualità tecniche e ancor più per quell’approccio tipicamente nipponico, in cui la dedizione totale, il sacrificio di sé e la lotta sino all’ultimo sono alla base di ogni cosa.

Era la squadra delle cosiddette “Streghe d’Oriente” (東洋の魔女) e del loro allenatore Daimatsu.

mimì e la nazionale di pallavolo
Foto da The Japan Times

Nel 1953 la proprietà dello stabilimento Dai Nippon Spinning Co., fabbrica di materiali plastici situata nei pressi di Osaka, diede vita ad una propria squadra di pallavolo femminile, formata da operaie, la “Nichibo Kaizuka”.
L’incarico di guidare e preparare il team venne affidato all’allenatore Hirofumi Daimatsu, che per i suoi metodi d’allenamento massacranti assunse presto il suggestivo nomignolo di “Demone Daimatsu”.

L’ascesa di queste giovani giocatrici fu tale che la Nazionale nipponica degli anni successivi venne costituita in gran parte da membri della Nichibo Kaizuka e guidata dallo stesso Daimatsu. Nelle competizioni internazionali si imposero all’attenzione del mondo intero e ben presto venne loro attribuito il titolo di “Le Streghe d’Oriente”.

L e “Streghe” arrivarono seconde ai Mondiali del ’60 e prime a quelli del ’62 (esattamente come Mimì prima ai Mondiali Junior e poi a quelli Senior) e decisero di continuare a competere fino alle Olimpiadi del ’64 che sarebbero state in casa, nel loro Paese e qui giunse il successo più ambito da ogni atleta, che le fece entrare per sempre nella leggenda dello Sport.

mimì e la nazionale di pallavolo
Foto da Wikipedia

Questa la celebre Finale olimpica di Tokyo ’64: Giappone vs URSS.

Durante le settimane di allenamento in preparazione del torneo olimpico i giornalisti cercavano notizie e in qualche caso era loro concesso di assistere agli allenamenti.
Accadde esattamente questo ad un cronista di Sports Illustrated, che vedendo con i suoi occhi una tipica sessione di allenamento della Nazionale giapponese scrisse un articolo di condanna ai metodi crudeli del coach Daimatsu, che le colpiva ripetutamente, ininterrottamente, fino a farle stramazzare al suolo e pungolava il loro orgoglio con osservazioni certamente poco sensibili.
Eppure quelle giovani operaie e campionesse resistettero, reagirono e vinsero anche grazie a quel durissimo “addestramento”.

mimì e la nazionale di pallavolo
Foto da problemidivolley.it

(Queste e altre info si possono trovare su Wikipedia e Problemidivolley.it)

È recentemente uscito un documentario francese che racconta questa storia, affiancando alle riprese originali dell’epoca alcune scene dell’anime Attack n.1.
Il titolo è “The Witches of the Orient”.
Quello che segue ne è il trailer.


Se questo post dovesse aver stuzzicato la vostra curiosità, o la vostra nostalgia dei dolci tempi dell’infanzia, ecco di seguito alcune dritte su dove acquistare questo titolo.

Partiamo dal manga.

E’ stato pubblicato in Italia dalla BD Edizioni, nella collana J-Pop, nel 2011. In 7 volumi.

Questo è il sito della casa editrice, ma non risulta disponibile.

Passiamo ad eBay, potete cercare cosa fa al caso vostro con la ricerca “Mimì e la nazionale di pallavolo manga“, quelle che seguono sono solo due tra le numerose inserzioni.

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mimì e la nazionale di pallavolo
Foto di proprietà del titolare dell’inserzione
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Foto di proprietà del titolare dell’inserzione

Su amazon.it invece…

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Alla prima serie fece seguito nel 1976 un altro manga, dal titolo “Shin Attack no. 1“, sempre di Chikako Urano, in 2 volumi ed un terzo sequel uscì nel 2005, con lo stesso titolo “Shin Attack no. 1“, ma la cui autrice è Kanon Ozawa, questo composto di 3 volumi.
Entrambi sono ancora inediti in Italia.

Passiamo ora all’anime, che è il vero e proprio oggetto della nostra attenzione.
Esso è stato pubblicato più volte per l’home video.
La prima è stata l’edizione Yamato Video del 2007 in DVD singoli, poi usciti nuovamente nel 2008 in box-set con l’aggiunta del primo doppiaggio.
Sono usciti anche in edicola per Hobby&Work e per Il Corriere della Sera/La Gazzetta dello Sport, quindi fate attenzione alle diverse versioni controllando le confezioni e/o i cofanetti!

Per non sbagliare, questa pagina di AnimeClick può esservi molto utile, mostrandovi l’elenco di tutti i vari DVD e cofanetti usciti nelle varie edizioni e riedizioni.

Questa è la pagina del sito Yamato Video dove potete trovare i DVD.

Su eBay potete cercare l’articolo migliore e più conveniente con la ricerca “mimì e la nazionale di pallavolo dvd

Seguono soltanto alcune tra le tante inserzioni presenti.

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Non aggiungo i link di dischi o box singoli perché, come avete già visto per il manga, non si sono tutti.

Per pura informazione, aggiungo che dal manga è stato tratto anche un drama (o dorama, per essere più precisi) nel 2005 intitolato… indovinate? Sì, “Attack No. 1”. E’ in 11 puntate e la protagonista è impersonata da Aya Ueto.
Sono certa che ai fanyus veterani questo nome non suonerà certo nuovo. Si tratta infatti di una delle attrici preferite da Yuzuru Hanyu, cioè una di coloro che lui stesso ha ammesso di apprezzare anche per il loro aspetto. E’ molto raro che si sbilanci in certi giudizi, per cui è impossibile non ricordare il suo nome, e bisogna ammettere che è davvero molto carina!
(Se siete curiosi… le altre due attrici da lui nominate sono Maki Horikita e, più di recente, Yui Aragaki nota anche come Gakki)

mimì e la nazionale di pallavolo
Foto da ScreenWeek Blog

Infine nel 2018 è stato realizzato anche uno spettacolo teatrale interpretato da un gruppo idol: Angerme.

mimì e la nazionale di pallavolo
Foto da ScreenWeek Blog

Da tutte queste edizioni, riedizioni e adattamenti sotto varie forme e per vari media possiamo capire quanto sia stata importante questa opera.
Essa è infatti, come si è già detto, uno dei primi manga per ragazze (shoujo) e il primo manga – e anime – sportivo rivolto alle giovani. Insomma, possiamo dire che ha fatto la storia degli anime e manga.


Spero che questo articolo sia risultato interessante. Vi aspetto per altri post nella sezione Anime e Manga!
Fatevi sentire nei commenti, vi aspetto!!

Alla prossima,
Ciao ciao!


Autore: EleChicca

Italian. I like Japan, cats, fashion dolls, anime&manga, figure skating and a lot of other things, but, above all, I LOVE Yuzuru Hanyu! ??

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