BalleticYuzu 06 – 4Salchow con uscita in twizzle “creativo”

BalleticYuzu 06
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Ciao a tutti!!! 
Siete pronti per un altro #BalleticYuzu?! Oggi vi propongo la sesta “puntata” della serie ideata e scritta dalla nostra Alessandra Montrucchio!

Da appassionata e praticante di danza sin da bambina, Alessandra ha immediatamente scorto in Yuzuru Hanyu le doti del grande ballerino, nonostante lui stesso abbia candidamente ammesso di non aver preso lezioni di danza né, verosimilmente, intenda atteggiarsi a ballerino.
Eppure ha una postura così elegante e dalle linee così perfette, che per chi è pratico di danza risulta impossibile non notare queste sue doti che sono certamente naturali, ma affinate da un duro lavoro e tanta attenzione ai dettagli ed all’aspetto artistico del “suo” pattinaggio.
Sappiamo che grandi ballerini hanno elogiato Yuzuru e questo la dice lunga su come stiano le cose, al di là dei soliti detrattori che parlano di “bad posture” mentre vedono ballerini provetti qua e là.

Alessandra ha generosamente deciso di condividere con noi le sue conoscenze ed il suo occhio esperto, per sottolineare e rendere più comprensibili anche a noi, che ben poco mastichiamo la materia “danza classica”, le prodezze di Yuzuru, che in questa serie è… Balletic Yuzu!

Questa volta parliamo di un 4Salchow eseguito da Yuzuru nel corso di una practice ufficiale, uno dei tanti che chi assiste alle sessioni di allenamento durante le competizioni può avere il privilegio di vedere. Non ci concentreremo però sul salto in sé, assolutamente da manuale, con take off, posizione in aria e landing perfetti ed una leggerezza, fluidità, eleganza ed apparente facilità di esecuzione che, oserei dire, solo lui ha. Sposteremo invece la nostra attenzione sugli istanti immediatamente successivi al salto ed al suo atterraggio.
Yuzuru non fa la cosa più ovvia, quella che ci si aspetterebbe, cioè appoggiare il piede libero a terra. Senza motivo apparente se non il puro piacere personale (non è in gara e il movimento in questione non fa parte della coreografia del suo programma) resta sul solo piede su cui è atterrato ed esegue due twizzles. Non banali twizzles, figuriamoci. Li accompagna con un movimento particolare della testa e termina in un modo che non so descrivere ma che è splendido. Il tutto perfettamente sulla musica che si sente nell’arena, non la musica del suo programma, ma quella di un altro pattinatore.

Il 4S di cui parliamo è questo, capirete molto meglio osservandolo direttamente con i vostri occhi:

Lascio lo spazio alle parole di Alessandra.

Italian:

(Postato il 7 Ottobre 2021)

Rieccomi!
Questo nuovo capitolo di #balleticyuzu mi è stato ispirato dal breve video di un allenamento alla Rostelecom Cup (2018, immagino) che ho postato qua sotto il testo. Vedete? Yuzu, andando perfettamente a tempo di una musica altrui, fa un quadruplo Salchow stupendo, atterra mostrandoci un arabesque da manuale di balletto e, senza nemmeno pensare di riappoggiare la gamba libera, ci regala due twizzles durante i quali rotea anche la testa in modo particolare. È proprio di questo che voglio parlare oggi: di come si usa la testa, specialmente quando si gira – soprattutto quando si fa una pirouette (o un twizzle), ma non solo.
Parlarne non è affatto facile, però: la realtà è che io non ho idea di come facciano i pattinatori a girare così tanto senza perdere l’equilibrio. Una trottola conta decine di rotazioni, il che significa che anche la testa gira decine di volte… come fanno a restare in piedi? Non lo so proprio. Quello che so è che, in danza, nessuno potrebbe fare una trentina di pirouettes senza usare la testa in un certo modo: significherebbe cadere, o perlomeno sbilanciarsi tanto da dover smettere di piroettare; e poi si offuscherebbe la vista, si avrebbe l’impressione che la stanza si muova come una nave in tempesta. Perché questa differenza? Ripeto: non ne ho la più pallida idea. Forse qualche pattinatore in questo gruppo mi verrà in soccorso, forse c’entra qualche legge della fisica che ignoro; in ogni caso, ciò che mi preme sottolineare dal punto di vista della danza è questo: per girare su se stessi senza perdere l’equilibrio né avere un capogiro (quando non il vomito) occorre usare la testa in un certo modo.
Ovvero, bisogna acquisire il concetto di spot.
Quando si prepara una pirouette, si deve fissare lo sguardo su un punto preciso e tenercelo inchiodato il più a lungo possibile, fino a quando la testa deve, per così dire, rassegnarsi a seguire il corpo; la testa è dunque l’ultima a partire nella pirouette, ma deve poi essere la prima ad arrivare: con uno scatto, finisce la rotazione prima del corpo, consentendo agli occhi di ritrovare e fissare il punto preciso di cui sopra – lo spot, appunto. Lo spot può rimanere costante o cambiare. Nel primo caso, significa che la pirouette finisce esattamente come e dove è partita, e il più delle volte è così: fisso un punto davanti a me, eseguo la pirouette, torno a fissare quel punto davanti a me. Di solito, questo punto è ad altezza occhi; se però sto ballando su un palcoscenico, che di norma è lievemente inclinato verso il pubblico, per mantenere l’equilibrio devo avere lo spot: a) un po’ più in alto dei miei occhi se la pirouette è verso gli spettatori (quindi in discesa, diciamo); b) un po’ più in basso dei miei occhi se la pirouette è verso il fondo del palco (quindi in salita). Come dicevo, però, lo spot può anche cambiare: è il caso di una pirouette che inizi, ad esempio, in avanti (verso il pubblico se si è in teatro, verso lo specchio se si è in sala) e finisca dietro (dando le spalle al pubblico o allo specchio). In questo caso, l’importante è che, quando comincia la propria rotazione, la testa scatti a cercare un nuovo spot, che deve trovarsi dove la pirouette finisce: se finisce spalle al pubblico/alla sala, come nell’esempio che sto facendo, lo spot deve essere in fondo al palco/alla sala. Riassumendo: lo spot indispensabile è appunto quello “d’arrivo”, che deve trovarsi dove la pirouette finisce. Quanto ho appena descritto è evidente nei cosiddetti manèges, ovvero quando un ballerino descrive un largo cerchio sul palco: vi mando questo link, tra i tanti possibili, perché vi possiate rendere conto facilmente di quanto ho provato a spiegare:
https://www.youtube.com/watch?v=foylMTNnFN8.
Usare la testa è complicato, vero? Eppure, se non si fa così non si dà stabilità ai giri e si rischia di cadere, di inciampare, perfino di sentirsi male.
È dunque molto difficile e ancora più complicato girare su se stessi muovendo la testa in modo anomalo: cosa che nella danza non avviene quasi mai, non solo nel balletto ma nemmeno in generi di danza – l’afro, il jazz, qualche tipo di modern – in cui scuotere la testa, diciamo così, è frequente, o meglio: è frequente far roteare la testa mentre il corpo è più o meno fermo o non gira a sua volta; farla roteare mentre anche il corpo gira è tutto un altro paio di maniche.
Facciamo un esempio:
https://www.youtube.com/watch?v=9bd_enAwW7I.
Vedete? Sia Kaycee che Sean, i due ballerini, roteano più volte la testa, ma soltanto una volta in contemporanea al corpo; anche in quel caso, poi, non si tratta di una pirouette: se ne stanno con entrambi i piedi ben piantati per terra e disegnano un giro camminando. Solo un ballerino con un senso dell’equilibrio e una capacità di girare eccezionali può permettersi di combinare una pirouette con un uso anomalo del capo, e comunque per poco. È il caso di Daniil Simkin, uno dei più grandi danzatori di sempre, particolarmente famoso per la sua abilità proprio nelle pirouette. Guardate il suo assolo nel Corsaro (inizia al minuto 2.45): https://www.youtube.com/watch?v=NW89aB678Rw.
Vedete la precisione con cui gira la testa nelle pirouettes, come ritrova sempre lo spot? Soltanto nell’ultimissima piruoette dell’ultimissima serie (la serie inizia al minuto 3.37, l’ultima pirouette è a 3.41), la testa segue il corpo e abbandona il “tipo standard” di rotazione.
Ora che, spero, ho spiegato perché far fare alla testa certe evoluzioni sia complicato (oltre che, spesso, letteralmente nauseante), non posso che tornare alla domanda che mi facevo all’inizio sui pattinatori ma che, adesso, vorrei tanto porre a Yuzu: ma come fai a ruotare la testa in quel modo mentre fai dei twizzles? Va bene, ci sta che per un pattinatore sia più facile che per un ballerino; io però altri pattinatori che usino la testa con una tale scioltezza non è che ne abbia visti spesso, anzi, non me ne viene in mente uno. Senza dubbio mi sbaglio, ma queste disinvolte frustate di testa a tempo di musica – durante due twizzles, l’equivalente delle pirouettes – le vedo fare solo a te… come fai? Come diavolo fai a mantenere l’equilibrio, oltretutto mentre ti muovi sul ghiaccio, sul filo di una lama sola?
Non ho risposte. Solo un’infinita meraviglia.

 English:

COMING SOON

Japanese:

You can find the Japanese translation on Nymphea’s blog Pianeta Hanyu.


Tanto altro ci sarebbe da dire e da rivedere, da capire, da analizzare, quindi…
Appuntamento alla prossima puntata di Balletic Yuzu!

Un grazie immenso ad Alessandra!  

Mi raccomando, commentate, commentate, commentate!
Ciao ciao!



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Autore: EleChicca

Italian. I like Japan, cats, fashion dolls, anime&manga, figure skating and a lot of other things, but, above all, I LOVE Yuzuru Hanyu! ??

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