Stay Safe Yuzu – Stockholm2021 vs Covid-19: una bolla che rischia di scoppiare

Stay Safe Yuzu
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Ciao a tutti!
Quello di oggi è il primissimo di una serie di articoli dedicati ai Campionati Mondiali di pattinaggio di figura, edizione 2021, che tra pochi giorni avranno inizio in Svezia, a Stoccolma.

Com’è facile immaginare, questi non sono Mondiali come tutti gli altri. Di più, non sono una gara come tutte le altre.
Si tratta di una competizione eccezionale, in una stagione eccezionale, durante un periodo eccezionale… e qui “eccezionale” non ha certo valenza positiva.

Siamo nel bel mezzo di una pandemia, l’epidemia globale da Covid-19, virus rivelatosi in Cina negli ultimi mesi del 2019 e da lì in breve tempo diffusosi in tutto il mondo. Sono già morte tante persone e tante continuano a morire. Il virus colpisce le vie respiratorie, quindi in sostanza, nei casi più gravi porta ad una forma di polmonite che non permette di respirare e conduce alla morte.
Fortunatamente non tutti i casi sono gravi. Molte persone superano la malattia come una comune influenza (per molti, bisogna sottolinearlo, si rivela un’influenza molto pesante e con strascichi duri da superare; in alcuni casi possono anche restare danni permanenti ai polmoni), altre addirittura non presentano alcun sintomo; eppure proprio queste ultime sono le più “pericolose” perché costituiscono il veicolo principale del virus. La persona che sta bene, infatti, non sapendo di essere stata contagiata e dunque di essere portatrice sana, continua la sua vita regolare entrando in contatto con molte altre persone, le quali con ottime probabilità saranno a loro volta contagiate.
I soggetti più a rischio sono le persone anziane e quelle con patologie pregresse e di passaggio in passaggio il rischio che il virus li raggiunga è sempre più alto. 
Questo meccanismo ha portato alla diffusione a livello mondiale di tale virus ormai tristemente noto come Covid-19.


Partiamo da lontano, quando nonostante le perplessità espresse da più parti dovute all’alto rischio che tale evento avrebbe comportato, i dubbi relativi alla gestione di una situazione così eccezionale e le osservazioni più razionali o più emotive a sottolineare l’opportunità di cancellare o almeno rimandare la competizione, l’ISU e la federazione Svedese hanno annunciato che i Campionati Mondiali si sarebbero disputati come da programma.
Non solo. Sarebbero anche stati l’evento di qualificazione olimpica, almeno il principale. Tutto come al solito quindi. 
Covid-19, questo sconosciuto.

A questo punto si doveva “solo” organizzare tutto nel miglior modo possibile, o “alla meno peggio”, come sarebbe meglio dire.

Innanzitutto i test PCR (quelli che da noi vengono chiamati tamponi), essenziali per stabilire chi è contagiato, anche nel caso non presenti alcun sintomo.

La Federazione svedese ha fatto sapere che coloro che prenderanno parte alla competizione, a vario titolo, saranno sottoposti ad un test PCR 48 ore prima del loro atterraggio a Stoccolma e poi ad un secondo test all’arrivo, restando isolati fino all’esito negativo (ovviamente, in caso di positività, scatta l’obbligo di quarantena, tracciamento degli eventuali contatti con altri soggetti e l’esclusione dall’evento). Ulteriori PCR seguiranno nei giorni successivi.

Grazie al lavoro infaticabile dei tanti appassionati di pattinaggio di figura (e non solo di Yuzuru Hanyu), si è potuto constatare che secondo quanto stabilito dalla stessa Federazione Internazionale (ISU), anche nella migliore delle ipotesi questa competizione presenterebbe un livello quasi massimo di rischio.
Questo il documento ISU in merito:
Risk Assessment Table (del luglio 2020) <— EDIT: magicamente il link non è più funzionante, il file è scomparso.

Vi consiglio di aprire e leggere l’intero thread che segue, per conoscere i contenuti del suddetto documento.

Il 25 febbraio l’ISU ha pubblicato il documento ufficiale relativo alla gestione dell’evento in relazione alla pandemia da Covid-19 in corso: controlli, misure di sicurezza, regole da seguire e così via.
(QUI il pdf).

Il tutto si basa sull’isolamento dell’area destinata a chi sarà a vario titolo coinvolto nell’evento, il che andrebbe a costituire una cosiddetta “bolla”, ossia un’area immune da contagio (almeno nelle intenzioni e nelle speranze). Le persone che rivestono ruoli diversi avranno pass di colore diverso, che identifica un diverso “livello” all’interno della bolla.

  • Gli atleti, gli allenatori, i giudici e coloro che hanno un coinvolgimento diretto nella gara saranno inseriti nel Livello 1, quello a massima sicurezza, il più protetto. Colore Rosso.
  • Tutti coloro che invece dovranno assistere quelli del gruppo 1, ai fini pratici e logistici (ad esempio volontari, medici, addetti ai controlli anti-doping ecc.) saranno nel Livello 2. Colore Azzurro.
  • Al Livello 4 si pone chi, pur avendo una precisa funzione per lo svolgimento dell’intero evento (non solo la gara, ma anche nei trasporti, nell’Hotel e così via) non ha necessità di contatto diretto con i primi due livelli, ragion per cui tale contatto è vietato. Il livello è quindi esterno alla “bolla”. Colore Grigio.
  • L’inghippo arriva con il Livello 3. Colore Giallo. I soggetti “gialli” avranno necessariamente contatti, seppur ridotti al minimo indispensabile, con i primi due livelli, ma al tempo stesso, proprio in virtù della loro funzione (ad esempio commentatori televisivi, addetti al ghiaccio, inservienti dell’hotel, fotografi ecc.) potranno entrare ed uscire dalla bolla.
    Questo è letteralmente un varco che potenzialmente consente al Virus di giungere fino ai livelli 2 e 1. 
    E’ vero, con regole ferree, controlli, rispetto e buon senso i rischi possono essere ridotti, ma su questi ultimi fattori non farei troppo affidamento.

stay safe yuzu

In merito a tale questione consiglio la lettura completa del seguente thread, che fornisce un’analisi dettagliata del documento.

Dal momento che l’ISU, nella sua Comunicazione n. 2367 aveva sottolineato come ogni considerazione relativa all’eventuale ruolo di questi Mondiali sulla qualificazione olimpica sarebbe stata fatta in base alla risposta delle varie federazioni, gli appassionati di pattinaggio hanno provato ad inviare richieste alle federazioni nazionali, nella speranza che almeno queste ultime capissero l’alto rischio della situazione e il pericolo a cui avrebbero dovuto esporre i propri atleti, vi si opponessero e proponessero soluzioni alternative.
Non è servito a nulla.

Secondo quanto stabilito dall’ISU (qui il documento), le Nazioni le cui federazioni ritireranno i propri atleti da questa competizione, avranno un solo slot olimpico per Pechino 2022. 
Potete immaginare quanto questo risulterebbe disastroso per Paesi con tanti pattinatori molto forti, come Russia, Stati Uniti, Giappone…

Lo stesso Massimiliano Ambesi ha espresso il suo parere a riguardo.

 

Secondo molti, le lacune e le decisioni prese possono considerarsi contrarie al codice etico del IOC (International Olympic Committee, Comitato Olimpico Internazionale), e ad esso si sono appellati per far notare quanto sta accadendo.

A tale scopo sono stati già preparati i moduli per inviare le vostre segnalazioni al IOC.

Secondo quanto postato il 25 febbraio dalla Scuola di salute pubblica di Yale, i sistemi di ventilazione delle piste di pattinaggio in ambiente chiuso (palazzetti, arene) aumentano il rischio di trasmissione del virus.
Giusto per stare più tranquilli… 

Se poi si va ad approfondire la regolamentazione della Svezia per i test PCR, l’ansia può solo aumentare: non rifare il test se si è già avuto il Covid-19 nei 6 mesi precedenti, come se non fosse possibile essere nuovamente contagiati.
Maggiori dettagli nel seguente tweet. Credo tuttavia che i criteri applicati nella bolla della Ericsson Globe Arena siano diversi, altrimenti molti pattinatori russi non avrebbero dovuto fare il test. O sbaglio? 

Fa sorridere (si fa per dire) il fatto che l’ISU sia ben consapevole di quanto la situazione attuale sia pericolosa, ma si comporta con le dovute cautele a seconda degli interessi in gioco.
Nella Comunicazione n. 2380, relativa al calendario degli eventi della prossima stagione, si legge che il Congresso in programma per il 2021 è stato annullato.
Quindi… hanno il timore del contagio? 
Però il Mondiale si può portare avanti ugualmente… 

Nel frattempo si arriva al 5 marzo e le notizie dalla Svezia sono allarmanti: il Paese si trova nel pieno della terza ondata pandemica e il numero dei contagi continua a salire. E’ proprio il posto ideale in cui far confluire centinaia di persone da ogni parte del mondo.

Uno dei maggiori punti deboli in tutta questa traballante impalcatura di “sicurezza” è l’assenza di un periodo di quarantena all’arrivo a Stoccolma.
Si tratta di un tema delicato, poiché tutti sappiamo che oggettivamente è impossibile rispettare una vera quarantena prima di una competizione.
In teoria un giusto periodo di quarantena dovrebbe essere di almeno 14 giorni, dato che tale sembra essere il periodo di incubazione del virus, ed è facile capire come non ci si possa aspettare che gli atleti scendano in pista per una gara (e una gara di questo livello) dopo due settimane di quasi totale inattività e senza allenamento sul ghiaccio.
E’ anche vero, però, che non predisporre alcun tipo di isolamento preventivo è come lasciare le porte aperte al virus in arrivo dai vari continenti alla “bolla” della Ericsson Globe.

L’ISU ha tentato di provare quanto la bolla implementata per i Mondiali di pattinaggio di figura sia sicura, portando a riferimento quella messa in piedi per il pattinaggio di velocità, ma come potete notare nel tweet che segue, ci sono troppe differenze per poter fare un paragone, anzi, semmai è un ottimo modo per rilevare le mancanze della bolla di Stoccolma.

Mentre noi tutti eravamo occupati a tentare in ogni modo di fermare questo evento ad alto rischio, di rinviarlo o almeno di migliorare le misure di sicurezza, l’ISU portava avanti la propria campagna pubblicitaria, facendo come se tutto fosse perfettamente normale, allegro e gioioso.

  • La canzone ufficiale: “Circles & Squares” by Måns Zelmerlöw and Polina Gagarina
    (non inserisco il link per ragioni che sono certa comprenderete molto bene)

stay safe yuzu covid-19 stockholm2021

  • Il merchandising ufficiale (niente link per le stesse ragioni di cui sopra)

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  • La madrina d’eccezione per la Cerimonia d’apertura, annunciata l’11 marzo: 
    La Principessa Vittoria.

A questo punto… l’intoppo, giunto poche ore dopo questo annuncio, o forse meno: la Principessa è risultata positiva al Covid.
Mi dispiace per lei e per il marito, e spero sinceramente che non abbiano avuto sintomi gravi (non credo, altrimenti si sarebbe saputo), ma sembra proprio un segno del destino, non rivolto a lei, ma a chi sta organizzando tutto questo.

A proposito.
A poche ore dall’apertura ufficiale dei Mondiali non si sa ancora niente in merito. La Principessa sarà ugualmente presente alla cerimonia d’apertura? 

E’ opportuno far notare altri “dettagli” che non sono sfuggiti ad una lettura attenta di alcuni volenterosi: a questi Mondiali non sono ammessi soggetti esterni a quelli delegati dalla Federazione dei rispettivi Paesi con funzioni ben precise. Immagino per ridurre il numero delle persone coinvolte, sia nei viaggi che nella permanenza sul posto. Questo significa che accompagnatori e anche parenti non sono ammessi.
Pare certo quindi che, anche per Yuzu, non ci sarà mamma Yumi al suo fianco.
Yuzu è adulto e viaggia da sempre, ma pensiamo ai giovanissimi, ad esempio i pattinatori appena saliti dalla categoria junior, 15-16 anni.

Poniamo il caso (speriamo di no!) che qualcuno risulti positivo al PCR. Sarà costretto a restare in quarantena e con lei/lui, se minorenne o anziano, potrà restare solo una persona scelta tra quelle che la Federazione del suo Paese ha inviato sul posto, quindi non un genitore, non un parente.
Aggiungiamo che se la quarantena del soggetto in questione si dovesse prolungare oltre il termine della gara, tutte le spese sostenute nel periodo successivo saranno a suo carico (o, presumo, a carico della propria Federazione).

Vi invito ad osservare questo.
Ogni commento è superfluo.

IMPORTANTE!!!

E’ stata aperta una petizione, denominata #NoQuarantineNoWorlds, al fine di mettere in evidenza le tante lacune riguardo la sicurezza nell’organizzazione di questi Mondiali da parte dell’ISU e richiedere un adeguamento affinché sia tutelata l’incolumità di tutti i partecipanti.
Mi raccomando, firmate!!

I giorni passano e la competizione si avvicina.
Siamo al 17 marzo.
Ormai le speranza che venga cancellata sono svanite, ma tutti si continuano a impegnare affinché la sicurezza sia tutelata il più possibile.

Dopo tanti sforzi e tanto rumore da parte dei fans, alcune fonti di informazione si accorgono di quanto sta accadendo e dedicano qualche riga o qualche parola al problema. 
Troppo poco e troppo tardi, ma è giusto darne loro atto.

A questo punto, per non farci mancare proprio niente, è stata pubblicata una “brillante” intervista a Elizaveta Tuktamisheva.
Liza esprime tutto il suo entusiasmo e la sua riconoscenza a chi ha organizzato la competizione alle porte, sostenendo che quasi tutti gli atleti sono sicuramente entusiasti di potervi prendere parte.
Inoltre lei ha già avuto il Covid, quindi…. “non sono più preoccupata”.
Forse bisognerebbe ricordare che chi ha contratto il Covid ed è guarito può comunque essere nuovamente contagiato e contagiare. 
Bisognerebbe anche ricordare che non tutti lo hanno già avuto e superato come lei, quindi è probabile che abbiano paura.
Lascio a voi ogni altra considerazione, aggiungo solo che questo modo di pensare può pericoloso, e non mi riferisco solo ai Mondiali, ma nella vita di tutti i giorni.

Questa la versione in Inglese.

Nonostante le domande riguardanti i vari punti oscuri e le lacune nell’organizzazione, che il 16 marzo sono state inviate sia all’ISU che al comitato organizzatore dei Mondiali stessi, non è giunta alcuna risposta.
Probabilmente erano tutti troppo occupati a fare campagna promozionale ad un unico atleta.

Non vorrei proprio aumentare le ansie di tutti, ma a pochissimi giorni dall’inizio delle gare saltano fuori le prime “magagne”: comportamenti contrari al regolamento che non vengono puniti come dovrebbero.
In questo modo non solo si perde credibilità come Federazione, ma si lasciano le porte aperte a comportamenti irresponsabili e potenzialmente pericolosi.
Riprovevole sia da parte di chi non rispetta non solo le regole, ma nemmeno il semplice rispetto per gli altri e il buon senso, sia di chi dovrebbe fare in modo che queste “regole” (o linee guida, secondo chi cerca qualche attenuante) dovrebbe idearle, comunicarle e farle rispettare con serietà.

Vediamone qualcuno.

17 marzo

Secondo il “rigido” regolamento, ogni atleta/coppia può avere con sé un solo allenatore. O meglio, poniamola in altro modo, ci dev’essere un solo allenatore presente in quanto tale per un singolo atleta o una singola coppia.
Per il team Tutberidze sono presenti in gara due atleti, Anna Shcherbakova nel singolo femminile e Morisi Khvitelashvili per il singolo maschile.
Questo significa che dovrebbero essere ammessi soltanto due allenatori.
Nulla vieta poi ad entrambi di essere presenti sia per l’una che per l’altro, ma sul posto devono essere solo in due, uno per ogni atleta, appunto.
Ebbene, Anna e Morisi avranno invece i loro tre allenatori: Tutberidze, Dudakov e Gleikhengauz.   
Se c’è una spiegazione diversa dall’aggiramento delle regole, vi prego di farmelo sapere e cancellerò subito quanto riportato.

 

 18 marzo

Anche la coppia d’artistico russa formata da Tarasova e Morozov sarà accompagnata sia da Maxim Trankov che da Alexej Voronov.

Potrei portare altri esempi di cui si legge in giro, ma direi che quanto detto è sufficiente per cogliere il senso.

Arriviamo al 19 marzo. I fans e appassionati di pattinaggio hanno deciso di appellarsi agli sponsor dell’ISU e dei Campionati Mondiali 2021, speranzosi che con la loro influenza (che nasce dal sostegno economico che forniscono, ovviamente) possano in qualche modo intervenire per migliorare un po’ le cose.
Giungono alcune risposte, di cui potete sapere di più nei seguenti tweet.
Immagino non sia servito a niente, ma almeno hanno risposto e preso coscienza della situazione.

Ora prendiamo un respiro profondo e tuffiamoci al 20 marzo, giorno in cui “finalmente” ci tele-trasportiamo in quel di Stoccolma e vediamo che succede.
Da qui in poi il post verrà aggiornato man mano che ci saranno eventuali novità.


20 marzo

  • Il regolamento relativo alla gestione della questione “Covid-19”, così come previsto dall’ISU, dice chiaramente che se una persona all’interno della bolla risulta positiva al PCR, oltre a porla in isolamento nella propria stanza e impedirle di partecipare alla gara e a qualsiasi altra attività, si deve fare un tracciamento di quelli che sono stati i suoi contatti e porre anche questi in isolamento fino a che non vi sia la certezza della loro negatività.

Tutto chiaro. 
Ora, 20 marzo. Gli atleti e le intere delegazioni stanno iniziando ad arrivare a Stoccolma e vediamo questo video sulle Instastories di qualcuno del Team Russia.
La domanda sorge spontanea: sono tutti vicini e senza mascherina, a parte qualche membro dell’equipaggio. Se disgraziatamente tra questi anche solo uno all’arrivo risultasse positivo al PCR… che si fa? Si mette in isolamento l’intera squadra russa e la si esclude così in blocco dalla competizione?
Mi dicono dalla regia che anche la delegazione bielorussa ha viaggiato sullo stesso volo. Quindi togliamo di mezzo due Nazioni?

In teoria, a voler essere fiscali, io ritengo che si dovrebbe fare proprio così, ma è evidente che non si può eliminare con un colpo di spugna un’intera delegazione, che oltretutto è una di quelle che più ha interesse ad avere il maggior numero possibile di slot olimpici.

Vediamo due foto di gruppo delle delegazioni italiana e russa prima della partenza.
Notate qualche differenza?

Tra i Russi le uniche con la mascherina sono le assistenti di volo.

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Nei loro articoli sull’arrivo degli atleti dal Giappone (escluso Yuzuru Hanyu, che non si è ancora visto), i media nipponici, nello specifico sanspo.com, hanno brevemente fatto notare che qualcosa non funziona come dovrebbe nella struttura della “bolla” e che da più parti si sono sollevate critiche in merito.

Ci sono altre foto e video che gli atleti stessi hanno catturato prima di partire, durante il volo e all’arrivo, e parecchie mostrano comportamenti non solo contrari al regolamento, ma sbagliati anche soltanto secondo il buon senso: gente abbracciata, niente mascherine o con la mascherina tenuta al di sotto del naso. 
La cosa che fa ancora più rabbia è questa apparente inconsapevolezza della situazione, o superficialità, non vorrei pensare al disinteresse verso il prossimo.

Evidentemente l’ISU ha poco gradito la raffica di tweet contenenti critiche, domande e osservazioni su tutto quanto non fila nel giusto modo, e ha iniziato ad utilizzare nuovi tag al posto di #Stockholm2021 per i post sui Mondiali di Stoccolma.
Se volete continuare e far loro sapere cosa non va… no, volevo dire… a seguire tutto ma proprio tutto su questo entusiasmante evento, potete utilizzare #WorldFigure  .


21 marzo

Volontari senza mascherina.
Segnalo questa foto che ha fatto tanto discutere, come vedete dal tweet.

Continuiamo. Sulle Instastories di Nikolaj Majorov è apparso questo selfie, in compagnia di Yagudin.
Cosa c’è che non va?
-Yagudin fa parte del livello 3, quello giallo, essendo un commentatore televisivo. Questo significa che ha accesso limitato alla bolla costituita dai primi due livelli. Cioè, entra ed esce dalla “bolla” in base alle sue funzioni ben precise e solo per svolgere quelle. Già il fatto che il livello 3 sia in contatto con l’1 e il 2 è rischioso.
-I due sono vicinissimi ed entrambi senza mascherina!

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Alle inevitabili critiche sui social, Alexander Majorov (fratello di Nikolaj) ha giustificato questo atteggiamento sottolineando che in Svezia l’utilizzo della mascherina è consigliato ma non obbligatorio.
Sia come la si voglia leggere, ciò non toglie che tutto ciò sia contrario al semplice buon senso, date le circostanze.

Questo è quanto stabilito dall’ISU riguardo l’uso della mascherina e il distanziamento.

Al loro arrivo sono stati tutti sottoposti al test PCR e, se questo risulta negativo, viene loro consegnato il pass che permette di entrate nell’ormai famosa “bolla”. Nel corso della loro permanenza verranno sottoposti ad altri due test PCR.


22 marzo

In seguito al primo round di test PCR è stato rilevato il primo caso positivo a questi Mondiali. Lo ha comunicato l’ISU aggiungendo che il nome non viene rivelato per via della privacy.
Beh, direi che non è molto complicato risalire al nome.
Il soggetto positivo è stato isolato, i possibili contatti sono stati tracciati e momentaneamente isolati anch’essi in attesa di ulteriori verifiche. 
Se lui/lei è isolato e non può più prendere parte alla competizione… deve per forza essere tra coloro che si sono ritirati.

During one of the rounds of testing, one positive case was identified. The ISU and Organizing Committee will respect the privacy of the respective person and inform the remaining Event Participants internally of the situation. The protocol as set out in the ISU Health Regulations for Event participants is being followed namely:·the respective person will not be allowed to participate at the ISU World Figure Skating Championships 2021·the respective person has been quarantined and all the required measures have been followed·Close contact persons were identified and isolated for further checks and appropriate measures were taken·OC Medical Team/ISU Medical Advisor assessed the situation and followed the ISU Health Regulations for Event Participants in harmony with the Swedish public health guidelines

Si scopre in breve tempo che si tratta di Victoriia Safonova, bielorussa.
Si scopre anche che gli atleti bielorussi hanno condiviso il volo per giungere in Svezia con la delegazione russa (ricordate? Quelli tutti insieme appassionatamente senza mascherina?).
Lascio a voi trarre le conclusioni.
Si spera che non succeda niente, ma è ovvio che i fattori di rischio aumentano, ,dato che i Russi stanno andando in giro ovunque e senza mascherina.
Speriamo bene…


24 marzo

Dalle Instastories di @skatesweden si può vedere che le vaschette nelle quali le atlete possono lasciare i propri oggetti quali paralame, asciugamano, salviette ecc (per non appoggiarle su superfici non sanificate) sono molto vicine, troppo vicine! Impossibile rispettare il distanziamento in questo modo. 
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Non solo, guardate le pattinatrici, che si avvicinano alle vaschette, e quindi tra loro, senza mascherina! Sono tutte vicine e senza protezione.

Controllando le immagini televisive durante la gara, le vaschette sono un po’ più distanziate. Come mai? Perché si vedono in diretta mondiale?

Team Russia in giro per l’Hotel, rigorosamente senza mascherina, oppure con la mascherina tenuta abbassata sotto al naso.
Massima sicurezza… o no?

Proseguiamo con le immagini ben poco rassicuranti che ci giungono da Stoccolma. Ecco il buffet.
Sì, avete capito bene. All’interno di una bolla “super protetta e sicura” a prova di contagio, il sistema scelto per servire i pasti è…. il buffet!

Questa prima giornata di gare ci regala un’altra perla: la Cerimonia d’apertura, all’insegna della SICUREZZA.
Ecco:

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Il messaggio su cui ruota l’intera cerimonia è la necessità di sconfiggere la paura e guardare avanti.
Onestamente non ho voluto seguirla, ma da quel poco che ho potuto vedere online non so quanto si sia promosso il coraggio di affrontare il problema superando la paura che blocca e rende passivi ed inermi, oppure l’incoscienza nel non prendere atto della vera gravità della situazione con conseguente inadeguatezza delle norme di sicurezza o comportamenti superficiali che non le seguono rigorosamente.
A voi il giudizio.


25 marzo

E’ stato comunicato dall’ISU che un secondo caso di positività è stato rilevato nei test PCR eseguiti all’arrivo.
Comunicato adesso o rilevato adesso?! Ma sono già passati almeno 3 giorni!

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Nella warm-up area prima della open practice del mattino è stato visto Alexej Mishin parlare con i pattinatori così, con la mascherina calata al di sotto del naso. No!!

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Qualche perplessità la destano anche i performers, artisti e pattinatori, impegnati nella cerimonia d’apertura. Dalle immagino postate su Instagram e sulle loro Instastories, risulta che abbiano il pass di colore grigio, il che li pone al di fuori della “bolla”. Non alloggiano nello stesso hotel in cui sono – o dovrebbero essere – isolati gli atleti e sono sostanzialmente liberi di uscire dalla struttura. Tuttavia, come si vede, girano liberamente e condividono gli stessi spazi nei quali si trovano poi anche i pattinatori impegnati in gara.
Questo non rischia di rendere vano tutto il presunto tentato isolamento?
Dubbi, dubbi. Non sono accuse da parte mia, solo domande.

  • Il signor Zhulin fa stretching? Poggiando la scarpa sulla balaustra, in un ambiente che dovrebbe essere il più sterilizzato e sanificato possibile? 
    Ottimo direi…


26 marzo

Ilia mostra nelle sue Instastories alcune immagini dell’arena (le prime due), il tutto senza mascherina.


27 marzo 

  • E’ stato annunciato h 23.50 di ieri, 26 marzo, che è stato rilevato un terzo caso positivo in seguito al secondo giro di PCR. Il soggetto è isolato e i suoi contatti sono stati tracciati e testati a loro volta, risultando negativi. 
    Così viene dichiarato.

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  • Nonostante non sia affatto necessario, il Gala conclusivo si terrà come da programma e nelle circa 2 ore e 40 dello spettacolo è previsto anche un numero di gruppo creato dallo stesso coreografo che ha preparato quello della cerimonia d’apertura.

I rischi sono numerosi, sia per via della compresenza nella stessa pista di così tante persone, sia perché, se il trend è lo stesso di questi giorni, molti di loro non indosseranno la mascherina (sperando di sbagliarmi).
In ogni caso la partecipazione dei primi classificati e di coloro che verranno invitati in aggiunta è obbligatoria. Non è ammesso ritirarsi salvo che per reali motivi medici provati da certificato. In caso contrario si dovrà pagare una penale e si perderà l’eventuale premio in denaro per il piazzamento.


28 marzo 

  • E’ il giorno del gala, e sin dal rehearsal del mattino si può constatare come buona parte dei pattinatori è in pista con la mascherina.
    In questa immagine tratta dalle Instastories di Elizaveta Tutktamisheva si vede che soltanto Yuzu la indossa, circondato dai pattinatori russi.

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29 marzo

I Mondiali di Stoccolma 2021 sono terminati. Tra oggi e domani tutti i partecipanti torneranno ai propri Paesi. 
Al suo arrivo in Giappone Yuzuru dovrà restare in quarantena, così pare, per tre giorni in isolamento, in seguito potrà tornare a casa e riprendere ad allenarsi, a patto di essere solo e distanziato da chi non era con lui in Svezia. Per un totale di 15 giorni (a quanto ho capito non viene considerato il giorno dell’arrivo, per cui dal 31 marzo al 14 aprile).


Appuntamento ai prossimi giorni, per entrare sempre più nel clima di gara. 
Come sempre, se ne avete voglia, lasciate un commento, così facciamo due chiacchiere insieme. A presto.



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Autore: EleChicca

Italian. I like Japan, cats, fashion dolls, anime&manga, figure skating and a lot of other things, but, above all, I LOVE Yuzuru Hanyu! ??

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