Yuzuru Hanyu a PyeongChang 2018, pensieri sparsi (Parte 2 – Ansia e supporto)

Buongiorno a tutti!
L’articolo che mi appresto a scrivere sarà un insieme di pensieri, dubbi e preoccupazioni. Me ne scuso fin da subito, probabilmente sarà noioso per molti e inutile, o addirittura, forse, a qualcuno potrebbero dare fastidio il mio atteggiamento mentale e le mie riflessioni, ma lo considero uno sfogo estremamente personale, potrei definirlo terapeutico per la mia ansia crescente in vista dei Giochi Olimpici di PyeongChang 2018. Mi piacerebbe poi avere anche la vostra opinione, il vostro approccio, le vostre sensazioni, i vostri pensieri al riguardo. Credo mi farebbe molto bene confrontarmi sull’aspetto “mentale” dell’attesa di PyeongChang.

Già in questo articolo avevo in parte espresso, nel ringraziarlo, i miei pensieri e sentimenti verso Yuzuru, il mio autentico affetto verso di lui, ma oggi voglio dilungarmi maggiormente su questo e sulle mie preoccupazioni per i prossimi mesi e le imminenti Olimpiadi.

Ritengo che il mio modo di pensare, il mio approccio alle cose, il mio continuo riflettere su ogni minimo particolare fino alla paranoia, siano in buona parte dovuti al mio vissuto, alle mie esperienze, così ho pensato di introdurre questo post con un altro post, in cui ho parlato di me e del mio passato.
Non è stato facile aprirmi, perché di carattere sono molto riservata e non amo mostrare gli aspetti privati della mia vita, ma ci ho provato. Lo trovate qui

Passiamo però ora al vero argomento del post, ossia l’attesa delle ormai imminenti Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018.

pyeongchancLe Olimpiadi sono sempre state e restano un evento che mi affascina per tanti motivi: per l’importanza dell’evento in sè, per lo spirito che le governa – o almeno dovrebbe – , perché è l’occasione per seguire gare di tanti sport che altrimenti non seguirei, tifando per la mia Nazione. Lo trovo a tratti commovente, proprio per l’unione dei Paesi con i propri rappresentanti sul campo, gli atleti, i quali vivono in quei giorni l’esperienza più importante e intensa, probabilmente, della loro intera carriera. C’è chi partecipa per vincere, con chance importanti di ottenere un oro, chi gareggia con l’ambizione di salire sul podio…ma anche chi è lì già felice per il solo fatto di esserci e di poter prendere parte alle gare, di poter vivere il clima unico che le caratterizza e farne poi tesoro per tutta la vita
Eh sì, le Olimpiadi si vivono in tanti modi diversi, per gli atleti, per le altre persone coinvolte a vario titolo e per i semplici spettatori che le seguono dal divano di casa. Ognuno ha il suo modo di considerarle e di approcciarvisi, ma di certo sono “sentite” da tutti.

Come ho già detto, per quanto mi riguarda le Olimpiadi, invernali o estive che siano, sono un evento imperdibile, che mi ha sempre appassionata e mi fa battere il cuore, risvegliando quell’amore per la mia patria e il rispetto e la stima per tutti gli altri Paesi, l’emozione per le competizioni, la curiosità di vedere sport che conosco e seguo solitamente poco.

Le Olimpiadi Invernali hanno però, ormai da parecchi anni, un sapore diverso. Accanto a questi sentimenti ce n’è un altro, ancora più forte: l’attenzione quasi totale per le gare di pattinaggio di figura e il tifo per un preciso atleta, non mio connazionale. 
Torino 2006 è stata la prima di queste Olimpiadi “particolari”: accanto all’eccitazione per l’evento in sé e all’orgoglio in quanto ospitate nel mio Paese, per la prima volta ho seguito il pattinaggio di figura con un occhio particolare, sperando che vincesse Evgeni Plushenko. Stessa attenzione speciale anche a Vancouver 2010. A Sochi 2014 mi è dispiaciuto molto per il ritiro di Plushenko, per il modo in cui questo è avvenuto, è stato molto triste, ma già le mie attenzioni erano su un ragazzino bravissimo, tenerissimo e giovanissimo di nome Yuzuru Hanyu. Non ero propriamente ancora sua fan, ma sono stata davvero felice per la sua vittoria, ho iniziato ad urlare e festeggiare e questo ha dissipato in buona parte il dispiacere per Evgeni.

Ora si avvicina PyeongChang 2018 e questa volta il mio cuore è totalmente colmo di sentimenti e pensieri per Yuzuru, molto più di quanto non lo sia stato in passato per Plushenko, molto più del 2014, molto più di quanto mi sarei mai aspettata.  

Sochi 2014

pyeongchang sochi 2014 yuzuru hanyu

Yuzuru ha partecipato alle Olimpiadi di Sochi 2014 quando aveva poco più di 19 anni ed era “esploso” da non molto tra i big del circuito. Fin dal suo esordio in categoria senior tutti intuirono subito di che pasta fosse fatto, ma ai Mondiali di Nizza lasciò a bocca aperta con il suo Romeo + Juliet che poi è diventato un programma storico. Seguì il passaggio a Brian Orser e la consacrazione definitiva come principale avversario di Patrick Chan con la vittoria alla Finale di Grand Prix 2013, pochi mesi prima delle Olimpiadi. Giunse a Sochi come co-favorito, accanto al già citato Patrick Chan e riuscì a spuntarla grazie ad un memorabile programma corto, sulle note di Parisienne Walkways di Gary Moore, con il quale ottenne anche l’allora record del mondo per lo Short Program, 101,45. Nel programma libero commise alcuni errori e, nonostante la vittoria, si dichiarò non soddisfatto per la propria prestazione. Ma quell’oro fu meritato e lo catapultò in un mondo nuovo, fatto di gloria e fama, soprattutto – ma non solo – in Giappone. La sua vita è cambiata, ma Yuzuru è rimasto ed è ancora il ragazzo semplice e umile di sempre, con il suo carattere solare e schietto, con la sua positività e quel carisma cui non si può resistere.
Ecco l’emozione più grande, un video che ogni volta mi commuove perchè immagino ciò che deve aver provato lui in quei momenti, quando stringe tra le mani la sua tanto sognata medaglia e si rende conto dell’impresa compiuta. Credo che questo possa considerarsi l’apice nella carriera di un atleta.

Quella vittoria, però, per Yuzuru, non è stata il punto d’arrivo della carriera, era così giovane e con così ampio margine di miglioramento! Si è rimboccato le maniche e ha continuato sempre più a sfidare se stesso, cercando di alzare costantemente il livello, ha dimostrato di aver meritato quell’oro e di essere, secondo ormai tante persone e, certamente, secondo la sottoscritta, il più grande pattinatore di tutti i tempi. 
Ha sbriciolato tutti i record, dimostrandosi completo: tecnica impeccabile e arte. Il suo principale obiettivo è diventato un secondo oro alle successive Olimpiadi di PyeongChang 2018.
Nell’estate del 2015, durante le interviste nel giorno di open practice, disse che, se avesse vinto il secondo oro, probabilmente quello sarebbe stato il momento più adatto per ritirarsi e dedicarsi agli show quando era ancora in piena forma fisica. Queste dichiarazioni hanno fatto scorrere un brivido lungo la schiena di tutti i suoi tifosi. Ritirarsi! A soli 23 anni! Con ancora così tanto da dare e da ottenere! Poi si è in parte corretto, o spiegato meglio (ma nessuno sa le sue vere intenzioni in quel momento), dicendo che in realtà non sa cosa farà, la sua era solo una constatazione, che sarebbe il momento adatto, non che certamente si sarebbe ritirato o che quella fosse la sua intenzione. (Giusto per tranquillizzare un po’ chi leggesse questa frase per la prima volta: da poco ha dichiarato che DOPO le olimpiadi vorrebbe riuscire a presentare in gara il 4Axel, segno abbastanza evidente di come non stia pensando al ritiro immediato post-Olimpiade, anche se non si sa per quanto tempo ancora resterà. Certo, l’età è dalla sua, volendo potrebbe stare ancora fino alle Olimpiadi del 2022, anche se è abbastanza improbabile. Ma mai dire mai. )
Ritiro o non ritiro…dopo Sochi 2014 il suo chiodo fisso è diventato PyeongChang 2018, tutto il suo lavoro, la sua crescita personale, fisica, tecnica e artistica è stata finalizzata a quell’obiettivo ed ora, dopo anni di lavoro, il momento si sta avvicinando e manca poco alla resa dei conti.

PyeongChang

PyeongChang 2018

Il livello tecnico si è letteralmente impennato da Sochi 2014 a PyeongChang 2018. Dai 2 quadrupli, massimo 3, che erano l’eccellenza quattro anni fa, ora si è passati a programmi con 5 quadrupli e con l’ipotesi di un programma con ben 7 quadrupli e un triplo Axel. Sembra incredibile il solo pensiero.
Yuzuru detiene tutti i record, nel programma corto, nel libero, nel totale, per quanto riguarda il TES e i PCS, ma sta di fatto che al momento non è l’atleta più estremo, sotto il profilo dei salti…e si sa, i salti quadrupli spostano una montagna di punti, in positivo se eseguiti bene ed in negativo se sbagliati. Sono la grande incognita di ogni gara maschile degli ultimi tempi e sarà così anche a PyeongChang. 

Mentre a Sochi i favoriti erano sostanzialmente due, Patrick Chan e Yuzuru Hanyu, effettivamente su un altro livello rispetto alla concorrenza, questa volta sono almeno in 6 a giocarsi la medaglia, con altri pattinatori forti a ridosso delle posizioni che contano e pronti a sfruttare ogni errore dei 6 big: Yuzuru Hanyu, Patrick Chan, Javier Fernandez, Nathan Chen, Shoma Uno, Boyang Jin.
E’ importante l’aspetto dei PCS, definiamolo artistico anche se non sarebbe la definizione più adeguata, ma è ancora più importante la parte dei salti, anche perchè – purtroppo – si è notato che se si eseguono più salti quadrupli… in automatico salgono anche i PCS e se sale una voce dei PCS in automatico salgono anche le altre, livellandosi, così che atleti obiettivamente più deboli nei PCS si ritrovano comunque con un punteggio competitivo.
Non è mia intenzione in questo post aprire polemiche sui giudizi, anche se ce ne sarebbero tante di cose da dire, ma è un dato di fatto che sempre il giudizio nel pattinaggio ha avuto ampio margine di miglioramento e sempre è entrato il fattore discrezionale che non sempre è sinonimo di equità e correttezza, ma credo che soprattutto dopo i record fatti segnare da Yuzuru alla Finale di Grand Prix 2015…il sistema di giudizio si sia “inceppato”, tentando in qualche modo di limitare lo strapotere di Yuzuru, che avrebbe potuto “ammazzare” ogni gara con la sua superiorità, e ha tentato di “metterci una pezza” alzando i PCS degli altri atleti ed alzando i GOE dei loro salti, talvolta anche tralasciando di segnalare evidenti sbagli, come fili sbagliati nell’ingresso dei salti, pre-rotazione, sotto-rotazione, assenza del passo dove invece richiesto ecc. Al tempo stesso Yuzuru (ma non solo lui) è stato invece in qualche modo penalizzato, con PCS non proporzionati a quelli degli altri e GOE tenuti un po’ più bassi. E stato più che evidente nel programma libero dei Mondiali di Helsinki 2017, dove la perfezione assoluta non è stata premiata quanto avrebbe meritato. La mia opinione personale è che si sia cercato di non chiudere la gara dopo la sua prestazione, dal momento che gli altri 5 big dovevano ancora scendere in pista, e per questo motivo si siano limitati un po’ i suoi punteggi, per lasciare uno spiraglio aperto agli altri e dare agli spettatori l’impressione di una gara ancora aperta. In quel caso possiamo dire che Yuzuru abbia ottenuto il record del mondo per il programma libero NONOSTANTE  i giudici, e non GRAZIE AI giudici.

Se volessimo fare il quadro, a grandi linee, della situazione, senza alcuna presunzione di fare un’analisi da “esperta” ma sulla base delle mie impressioni, direi che, sempre considerando i 6 big, ci sono Patrick Chan e Javier Fernandez che puntano più sui PCS e su un programma pulito, ben interpretato e sul “pacchetto completo”, Nathan Chen e Boyang Jin che puntano sull’aspetto dei salti, con Boyang che forse è il più debole del 6 sul versante PCS, Shoma Uno che punta sulla sua forza interpretativa ma si spinge anche molto in alto sui salti, seppur con svariate lacune che, però, ad oggi spesso gli vengono fatte passare per buone da giudici magnanimi, ed infine Yuzuru Hanyu che è la perfetta unione di tutti gli altri: quasi estremo come Nathan (poi bisogna vedere se/come cambierà la sua strategia di gara dopo l’infortunio patito all’NHK Trophy sul 4Lutz), ossia con 5 salti quadrupli, e quasi artisticamente impeccabile e con Skating Skills quasi altrettanto elevate quanto Patrick Chan.
Certo è che questa volta la battaglia sarà molto più dura, con molti più avversari all’altezza e, soprattutto, questa battaglia si farà su elementi ad altissimo rischio di errore, i salti quadrupli, che rendono l’esito della competizione quasi totalmente imprevedibile.

Quale sarà la strategia migliore? Quella di Patrick e Javi che puntano al programma perfetto e pulito con ottima interpretazione, transizioni ecc…. oppure quella di Nathan che punta a sfornare quadrupli a ripetizione incassando un malloppo di punti che vada ampiamente a recuperare eventuali lacune su skating skills, interpretazione, coreografia e così via?
E Yuzu? In molti gli stanno consigliando di abbandonare l’idea del 4Lutz, troppo rischioso e sostanzialmente superfluo per lui, dal momento che i suoi record, ancora imbattuti, li ha ottenuti con “soli” 3 salti quadrupli. Ma sarà davvero così? Quando fece quella Finale di Grand Prix non aveva un avversario che metteva in campo 7 quadrupli e, soprattutto, il sistema di punteggio non era ancora “scoppiato” in favore dei quadrupli. Oggi (e lo abbiamo visto, come dicevo prima, a Helsinki) il suo programma perfetto non verrebbe giudicato allo stesso modo: a Helsinki ha preso sostanzialmente solo 4 punti in più rispetto a Barcellona 2015, con un quadruplo in più e a parità di prestazione su tutti gli altri elementi.
Cosa significa? Che anche l’eventuale prestazione perfetta… oggi molto probabilmente non verrebbe valutata per quello che è (almeno non a lui, ma sarei felicissima di essere smentita), perché su GOE e PCS si può “giocare” al ribasso o al rialzo a seconda della situazione, mentre un programma con 6-7 quadrupli, ovviamente se eseguiti completi (meglio non fare ironia su eventuali prerotazioni e sottorotazioni del caso PyeongChang ) deve per forza essere valutato almeno con il valore base dei salti in questione, e quindi con un bel pacchetto di punti per ogni quad chiuso completo (o quasi).

Vorrei farvi ascoltare in merito una parte del più recente podcast di Massimiliano Ambesi e Angelo Dolfini (commentatori di Eurosport), Puntata 9 di Kiss&Cry, del 29 novembre.
A partire dal minuto 68 circa, parlano del settore maschile, in vista della Finale di Grand Prix ma anche delle Olimpiadi. Le considerazioni fatte sono interessanti. Tra le altre cose parlano proprio delle ipotesi sulla strategia di Yuzuru per affrontare Nathan Chen e non solo.

             

Detto questo, quindi, conviene a Yuzu davvero puntare sul programma magari meno estremo ma pulito…o conviene tentare un 4Lutz che, anche se caduto, gli porterebbe comunque un gruzzoletto di punti da non buttare? Si possono fare tante valutazioni in merito, alla fine…nessuno lo sa, anche perché molto probabilmente non esiste una strategia che sia davvero quella giusta, ci sono troppe variabili da considerare, compresa l’attitudine psicologica dell’atleta nel momento della gara. C’è chi davanti ad un salto complesso di agita, o spreca troppe energie in quello facendo male il resto, oppure chi con un errore nel primo salto poi si abbatte e va in crisi. C’è chi preferisce approcciare la gara con più sicurezza e chi invece si sente motivato (come ha dichiarato lo stesso Yuzu) sia in gara che in allenamento dall’idea di sfidare elementi difficili.
In sostanza, non credo che si possa consigliare a Yuzu cosa fare, e dobbiamo avere in lui e nel suo team la massima fiducia, con la certezza che sceglieranno la strada per lui più corretta. 
Per il resto… sarà anche questione di “fortuna”, o delle circostanze contingenti, o di una serie di fattori che porteranno le cose ad andare in una direzione piuttosto che in un’altra e che nessuno può prevedere.

Ho fatto questa “analisi” (perdonatemi il termine assolutamente inadeguato) della situazione senza la presunzione di essere tecnicamente precisa, ma, lo ripeto, solo sulla base delle mie considerazioni personali maturate osservando le gare ed ascoltando/leggendo i pareri di chi è ben più esperto di me.

In sostanza, Yuzuru è, e non ho alcun dubbio a riguardo, il migliore di tutti, MA l’esito della gara Olimpica è molto incerto, direi totalmente incerto.

pyeongchang yuzuru hanyu cricket club open practice

L’attesa per Yuzu

Stabilito cosa ci aspetta nella gara maschile di PyeongChang ci chiediamo: come starà vivendo Yuzuru questi mesi di attesa e, per lui, di preparazione?
Abbiamo già detto che fin dalla vittoria a Sochi…il suo obiettivo è diventato il secondo oro a PyeongChang. Sappiamo che ama sfidare i propri avversari ma, soprattutto, sfidare se stesso, migliorarsi sempre, superare i propri limiti, mettersi alla prova, risolvere i problemi ed uscirne più forte e sempre migliore di prima. Questo è Yuzu.

Lo ha detto anche nell’ultima intervista uscita per la serie Yuzu Days della P&G, di cui ho parlato in questo articolo. Gli piacciono le sfide, soprattutto con se stesso, le affronta come muri da scalare e superare, ogni volta che supera un muro ce n’è uno ancora più alto. Cerca scorciatoie o modi per aggirare il muro, ma poi la sua “testardaggine” lo porta alla strada originaria e prova fino a quando non supera il muro, questo è lui e non può cambiare la propria personalità (e io dico: non deve cambiarla! E’ speciale e noi lo amiamo anche per questo aspetto del suo carattere! E’ solo da ammirare!). Ha detto inoltre che si sente felice quando pattina e l’agitazione, o l’ansia, gli vengono nei momenti di riposo o inattività, mentre prima e durante le gare non sente paura, è concentrato su ciò che deve fare. Infine, cosa molto importante, ha affermato di non aver mai affrontato una sfida con il pensiero di poterla perdere.
Questo non significa essere presuntuosi, o troppo sicuri di se stessi, significa aver settato la propria mente in modo positivo e propositivo, ossia su quello che bisogna fare per poter ottenere il massimo, per poter raggiungere il proprio scopo. Sicuramente è anche grazie a questo suo atteggiamento mentale che Yuzuru è arrivato dove si trova ora ed è diventato chi è adesso: la persona e l’atleta meraviglioso che tutti noi conosciamo.

Si sta preparando da anni e anni. Ricordo che in un’intervista di inizio gennaio dello scorso anno disse che mancava “solo” un anno a PyeongChang, ma, a ben pensarci, un anno è fatto di 365 giorni e lui intendeva sfruttare al massimo ogni giorno e ogni momento per lavorare e migliorare, quindi c’era tanto che poteva ancora fare e tante cose su cui concentrarsi. Questo è il suo approccio ed è fantastico.

Avrà dubbi? Avrà paure? Davvero non pensa di poter fallire? Se ci pensa…cosa prova? Me lo chiedo ogni giorno. 
Ha tante pressioni addosso, da parte del suo Paese, dei media, degli appassionati di pattinaggio che si aspettano da lui sempre la grande prestazione e da noi, suoi tifosi, che nonostante tutto, e lui lo sa, speriamo nel suo successo e saremmo molto delusi dalla sua sconfitta. So che lui percepisce tutto questo, penso che ne possa anche soffrire, forse proprio in quei momenti di riposo e inattività di cui ha parlato, ma che poi metta tutto da parte per concentrarsi sul lavoro da fare.

Voi che ne pensate? Come pensate stia vivendo questi ultimi mesi di attesa e preparazione? Le sconfitte da Nathan o da Javi credete l’abbiano fatto riflettere e dubitare? Per me l’hanno reso ancor più desideroso di mostrare quanto vale, hanno accresciuto la sua voglia di successo e di soddisfazione personale, ma soprattutto credo che lui voglia la prestazione perfetta. Come dice sempre..il punteggio è il punteggio, la prestazione è la prestazione.
E’ logico che con la prestazione perfetta arriva anche il punteggio, o almeno si spera….visto come si stanno mettendo le cose.

Yuzuru ha scrupolosamente pianificato la propria preparazione in vista di PyeongChang fin da quest’estate, con la scelta strategica di due programmi già rodati, ad oggi i suoi due migliori programmi in assoluto, per poter lavorare su una base più che solida e puntare alla prestazione perfetta. Tutto sembrava procedere al meglio, anche se le prime due gare della stagione gli sono fruttate solo due argenti. Poi però è arrivato l’infortunio alla caviglia, che sicuramente ha stravolto completamente i suoi piani in modo inaspettato. Cosa significa perdere oltre un mese di preparazione? Ha dovuto tenere la caviglia a riposo assoluto per 10 giorni, dopo i quali i tempi di ripresa sono stati stimati in circa 3-4 settimane, ma non è chiarissimo se queste 3-4 settimane siano già di allenamento sul ghiaccio o di riabilitazione ma senza allenarsi a pieno regime. Non si sa e non possiamo fare ipotesi, sta di fatto che è una brutta interruzione nel suo programma di preparazione (oltre al fatto di avergli tolto la possibilità di eseguire i programmi in due gare, altro modo per mettere a punto molti dettagli e rifinirli ulteriormente, oltre che “settarsi” mentalmente sulla competizione).
Ora come ora, sperando che possa disputare i Campionati Nazionali, gli resta una sola gara prima delle Olimpiadi, davvero poco rispetto ai suoi più diretti avversari, Nathan Chen e Shoma Uno in primis, che hanno due gare in più nelle gambe. 
O forse, come ha accennato Brian, Yuzuru era pronto fisicamente troppo presto e questo infortunio si potrebbe rivelare “positivo” perché lo costringe a riposarsi e staccare un po’ dal duro lavoro?  Chi lo sa.

L’attesa per noi fans e per me

Noi che seguiamo,amiamo, ammiriamo e supportiamo Yuzuru, sicuramente stiamo vivendo questi mesi di attesa in modo molto diverso da lui.
Innanzitutto noi non dobbiamo gareggiare, non ci dobbiamo allenare, non abbiamo un lavoro quotidiano in vista di quella gara e non siamo coinvolti in prima persona in pista. Questo fa tutta la differenza del mondo! Non possiamo realmente comprenderlo fino in fondo, vivere quello che vive lui e sentire cosa davvero prova, possiamo solo, in parte, immaginarlo.
Per noi è dunque molto diverso: aspettiamo, pensiamo a lui, preghiamo secondo le nostre diverse religioni o preghiamo il destino, il fato, perché possa andare tutto nel migliore dei modi. Speriamo, speriamo con tutte le nostre forze il meglio per lui… e cerchiamo di stargli vicini, nei più svariati modi possibili, che sono sempre limitati, è logico, dalla distanza, dall’impossibilità di un contatto diretto con lui, ma non per questo i nostri sforzi sono meno sentiti e la nostra vicinanza meno autentica e calorosa.
Credo che tutti noi vorremmo metterci nei panni di mamma Yumi, o di Brian e Tracy o delle altre persone che concretamente lo aiutano e lo sostengono (ma forse è meglio di no, loro sono le persone migliori per il nostro Yuzurino  ), ma dobbiamo accontentarci di “stargli vicino” da lontano.

Tutti noi speriamo nella medaglia d’oro e lui lo sa, è il primo a sperarci. Tutti noi continuiamo a spronarlo e dire che vincerà l’oro. Abbiamo creato immagini di lui con la medaglia d’oro di PyeongChang, lo abbiamo disegnato con addosso la medaglia, abbiamo già associato quella medaglia a lui nella nostra testa e nei nostri cuori e in molti messaggi, tweet, ecc scriviamo che la vincerà.
Questo è il nostro modo per dargli la forza e fargli sentire che ci fidiamo di lui, che crediamo in lui e nelle sue possibilità, ed è una cosa bellissima!

A questo punto, però, entra in gioco il mio carattere, il mio pensare e ripensare sempre a tutto, il mio riflettere fino allo sfinimento su ogni minima cosa, sul positivo e negativo di ogni più piccolo dettaglio. Proprio per quello vi ho fatto una lunga introduzione su di me, perché spero non mi odiate per ciò che sto per dire,  si tratta solo di una mia “ansia” che mi auguro possa essere smentita.
Pensavo…. tutti, io per prima, crediamo fermamente in lui e nel suo potenziale, tutti noi speriamo di vedergli al collo quell’oro tanto agognato, ma la realtà è che non c’è nulla di certo. Le Olimpiadi sono una sola gara, ed una gara può andare bene come andare benino, maluccio o male… e non si può tornare indietro e rifare. C’è una sola possibilità: o si ha successo o si fallisce, sempre se consideriamo un argento o un bronzo un fallimento, quello dipende dal singolo atleta. Come dicevo all’inizio, c’è chi va per giocarsi l’oro e chi va solo per partecipare, quindi per questi atleti il concetto di successo e di fallimento è molto diverso. Per Yuzuru indubbiamente non ottenere l’oro sarebbe un fallimento rispetto al suo obiettivo prefissato.

Ecco dunque che, potendo in realtà accadere di tutto, soprattutto in un momento storico in cui in campo maschile i rischi presi ed il margine d’errore sono così alti, quell’oro non è affatto certo.
Vi prego, non tacciatemi di pessimismo senza speranza, perchè non è così! Io continuo a pensare che ce la può fare e conto su di lui e sul suo team, ma penso anche che, realisticamente, non possiamo esserne così sicuri e che quindi si profila all’orizzonte anche la possibilità di restare delusi. 
Non mi importa tanto della mia delusione. E’ certo che se finisse male sarei super delusa, sarebbe un brutto colpo perché ci ho tanto creduto e sperato. Ma la cosa che mi preoccupa maggiormente è la sua possibile reazione, la sua possibile delusione. Immaginate quanto potrebbe restarci male lui? Dopo anni di duro lavoro tutto incentrato su quello?
Lo so, questo discorso vale anche per i suoi avversari, almeno per gli altri pretendenti alle medaglie. Tutti vogliono vincere e fanno di tutto per vincere, anche gli altri in questi mesi si sono sicuramente allenati duramente e hanno rischiato di farsi male per ottenere ciò che volevano, per questo il mio rispetto va a tutti loro. Ma è anche normale che io abbia un occhio di riguardo per la persona a cui tengo, ossia Yuzuru, e penso che sono mesi, anzi, anni che continua a dichiarare apertamente, ufficialmente, in ogni modo, che il suo obiettivo è l’oro, senza mezzi termini, senza dire “spero”, “ci provo”, “se va bene” ecc. Lui parla con sicurezza e questo mi fa ancora più paura.
Ho paura che nella sua testa possa prepararsi così tanto ad una vittoria da subire una delusione tremenda in caso contrario.

D’altra parte, però, credo (e spero) fortemente che questo sia solo un modo suo per darsi la carica, per auto-spronarsi, che – giustamente – si metta nella condizione mentale di non porsi limiti e di tirare fuori il 110% del suo potenziale convincendosi che la meta è possibile se lavora nel modo giusto. Spero che nella sua mente lui abbia preso in considerazione l’ipotesi di non vincere e sono convinta che sia così, perchè è un ragazzo molto intelligente e acuto (altro motivo per cui lo ammiro così tanto) e in questi anni ha già mancato l’appuntamento con l’oro in altre gare importanti come i Mondiali, quindi sicuramente deve aver considerato questa ipotesi.
Certamente deve affrontare una pressione enorme da parte di tutti, anche questo mi preoccupa, tutti lo associano ad una vittoria, ma anche in questo caso la sua stessa voce mi tranquillizza, almeno in parte: lui stesso ha infatti detto che questa pressione per lui non è un fastidio ma è uno stimolo a fare sempre meglio. Speriamo lo sia davvero!

Sto per finire questo lunghissimo – e noiosissimo, me ne scuso! – post con un’ultima riflessione.
Come supportare Yuzuru nel modo migliore? 
E’ meglio, secondo voi, dirgli che vincerà, che ce la farà o dirgli che lo sosteniamo e che gli vogliamo bene qualunque cosa accada? Il primo messaggio potrebbe spronarlo di più, il secondo tranquillizzarlo, forse.
Personalmente, negli ultimi tempi, ho sempre scelto la seconda strada. In tutte le occasioni che ho avuto di inviargli messaggi (nella speranza che qualcuno gli sia arrivato) non ho mai accennato all’oro olimpico o alle vittorie, ma gli ho sempre detto che noi gli vogliamo bene non per i risultati, o non solo per quelli, ma per com’è lui, per il suo carattere, la sua personalità, la sua intelligenza, il suo carisma, la sua tenerezza, dolcezza, allegria, la sua indole sempre positiva, la sua autocritica e umiltà, che non diventa mai insicurezza, tutt’altro, la sua spontaneità, la sua bontà d’animo verso tutti, che traspare in ogni cosa che fa, il pensare sempre agli altri, il rispetto, l’educazione, l’amore per il suo Paese. Per tutto ciò che è Yuzuru, perché lui è speciale così com’è e questo non può cambiare se vince o perde una gara.

Scusandomi ancora per il lungo e confusionario sfogo… chiedo a tutti voi cosa ne pensate su questo argomento: l’attesa delle Olimpiadi dal punto di vista di Yuzu e dal punto di vista di noi fans, e come preferite sostenerlo, sia concretamente che con il pensiero. Mi piacerebbe ricevere dei commenti con le vostre opinioni e i vostri pensieri.
Se avete altre idee al riguardo, altri dubbi, ansie, paure o vi sentite più che ottimisti…scrivetelo pure, credo sia bello confrontarsi tra noi anche sul nostro stato d’animo, per sentirci più uniti e mandare tutti insieme le nostre energie positive a Yuzurino!

Potete commentare qui sotto l’articolo, sia sul blog stesso, sia tramite Facebook, sia tramite Google +, ma potete, se volete, anche contattarmi via mail (c’è un modulo nella sidebar qui a destra per inviarmi messaggi, oppure trovate il mio indirizzo e-mail nella pagina Contatti), o tramite i vari Social Network (tutti i link sono nella pagina Contatti), o ancora attraverso un messaggio istantaneo su Facebook, cliccando sull’icona nell’angolo in basso a destra della pagina. Insomma, se vi va….fatevi sentire. Se possibile, mi piacerebbe raccogliere le vostre impressioni e i vostri pensieri in vista delle Olimpiadi in un post appositamente dedicato. 
Ovviamente vi citerò per nome o per nickname e copierò il vostro commento, a meno che voi stessi non preferiate restare anonimi e non venir pubblicati (me lo direte voi stessi).
I commenti sono graditi in tutte le lingue, ovviamente la comprensione per alcune potrebbe essere limitata dalla traduzione, ma faremo del nostro meglio!   PyeongChang

Vi ringrazio per essere arrivati fino in fondo ai miei vaneggiamenti . pyeongchang
In attesa dei vostri commenti e dei vostri pensieri…. un saluto e a prestissimo!!   pyeongchang